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Bonus 80€ per chi ha l’indennità di mobilità o disoccupazione

Cassaintegrati e chi percepisce l’indennità di mobilità o di disoccupazione: quasi tutti avranno il Bonus Irpef da 80€.

La circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 9E, chiarisce i dubbi sui beneficiari e le modalità di erogazione del bonus. Tra i cassaintegrati e tra chi percepisce l’indennità di mobilità e di disoccupazione, alcuni di loro avranno diritto al Bonus Irpef da 80 euro.

  • Tra gli attuali beneficiari delle prestazioni a sostegno del reddito, dovrebbe ricevere questo bonus solo chi ha parzialmente lavorato nel 2014 e solo per una quota proporzionale ai mesi lavorati. Vedi testo originale in rosso in fondo all’articolo.

Da quello che ho capito dovrebbe funzionare così:

Ad esempio, se avete lavorato a Gennaio e Febbraio 2014 e poi siete rimasti senza lavoro, ma ricevete una prestazione a sostegno del reddito dell’Inps, riceverete 1/6 degli 80 euro per i mesi in cui sarà attivo il bonus. Ovvero 13,33 euro al mese.

  • Se siete rimasti a casa a dicembre 2013 o prima niente bonus per tutto il 2014 anche se siete in mobilità o cassa integrazione.
  • Altro limite, che però tutti consociamo, il reddito minimo di 8000 euro nell’anno. Quindi, se si ha solo l’indennità di disoccupazione e non si raggiunge il limite minimo di reddito, niente bonus.

Se rimanesse esattamente così, sarebbe una beffa per chi ha perso il lavoro all’inizio del 2014 e soprattutto nel 2013 o 2012 visto che rimarrebbero totalmente esclusi.

  • Comunque la circolare chiarisce che dovrebbe fare tutto l’Inps in “via automatica”, quindi perlomeno, se vi spettassero solo 13,33 euro almeno non dovrete perdere tempo.

Conclusione

Nel suo complesso il bonus di 80 euro, è sicuramente una meritevole iniziativa del governo Renzi. Mi sembra però un po’ parziale e i criteri di esclusione poco chiari. Il risultato è la solita confusione all’Italiana ma la direzione è quella giusta, ridurre il carico fiscale sul lavoro.

Le informazioni che circolano sui giornali evitano accuratamente di far capire come stanno le cose, immagino per paura di scontentare il governo, spesso con titoli fuorvianti sulla realtà del provvedimento. Oppure ignorano quasi la notizia per non aiutare il governo. Diventa ancora più difficile capire come stanno le cose, lo vedremo nei cedolini.

La cosa più bella di questa legge e che in ogni caso, sia i dipendenti o chi percepisce assegni per il sostegno del reddito, non dovranno fare niente per averlo. Se ne avranno diritto vedranno questa scritta credito art. 1 dl 66/2014. Se non avete trovato quella scritta nel cedolino o via SMS, tra maggio o inizio luglio, vuol dire che non ne avevate diritto.

Da dove prenderanno questi soldi sarà più difficile capirlo, per ora chi li riceverà avrà un piccolo sollievo ma alla fine dell’anno faremo un bilancio di quanto ricevuto e quanto dato allo stato.

Qui di seguito la parte di testo della circolare che dovrebbe chiarire questi punti:

Circolare numero 9-e 14-maggio-2014 Agenzia Entrate
Le somme percepite dai lavoratori a titolo di cassa integrazione guadagni, indennità di mobilità e indennità di disoccupazione costituiscono proventi conseguiti in sostituzione di redditi di lavoro dipendente e, in base al comma 2 dell’art. 6 del TUIR, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti.
I percettori di dette somme hanno diritto alle detrazioni per lavoro dipendente previste dal comma 1 dell’art. 13 del TUIR. A tal riguardo il  Ministero delle finanze ha specificato che le detrazioni competono nell’anno in cui i redditi per i quali sono concesse sono assoggettati a tassazione, ciò anche con riferimento ai redditi sostitutivi di quelli di lavoro dipendente, quali, ad 5 esempio, le indennità e somme erogate dall’INPS o da altri Enti, per le quali le detrazioni spettano in relazione ai giorni che danno diritto all’indennità (ad esempio, per l’indennità di disoccupazione, con riferimento ai giorni di disoccupazione che hanno dato diritto alla corresponsione dell’indennità) e alle borse di studio (circolare n. 3/E del 1998). 
Ciò premesso, si evidenzia che per espressa previsione dell’articolo 1 del decreto, il credito “è rapportato al periodo di lavoro nell’anno” (comma 2) e che le disposizioni “si applicano per il solo periodo d’imposta 2014” (comma 3).
Considerato che le indennità in esame costituiscono reddito di lavoro dipendente e danno diritto alle relative detrazioni, si ritiene che il credito vada calcolato per le erogazioni effettuate nel 2014, tenendo conto dei giorni che danno diritto alle indennità.
L’ente erogatore, in qualità di sostituto d’imposta, è tenuto a riconoscere il credito “in via automatica”, determinando la spettanza del credito e il relativo importo sulla base dei dati reddituali a sua disposizione (cfr. circolare n. 8/ del 2014, par. 3). L’ente che corrisponde i redditi che danno diritto al credito, quindi, nel calcolarne la spettanza e l’importo da erogare, dovrà avvalersi dei dati a propria disposizione riguardanti i redditi percepiti dal lavoratore (ad esempio, i dati desunti dal casellario delle pensioni o quelli relativi a prestazioni previdenziali direttamente erogate ai medesimi lavoratori).
In questo caso per molti sarà un buona notizia.

A presto.


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Grazie
Enrico Filippucci
Enrico Filippucci. in