Blockchain: dalla democrazia digitale alla dittatura dei robot

Aggiornato 20/6/2017.

Blockchain è una tecnologia rivoluzionaria. Ho provato a spingermi oltre quello che già bolle in pentola per immaginare il futuro.

Sommario:

  1. Cosa sono le blockchain?
  2. I possibili utilizzi presenti e futuri delle blockchain.
  3. Chi sta investendo e implementando la tecnologia Blockchain.
  4. Soluzioni alternative alle blockchain.

1 – Cosa sono le blockchain?

Blockchain è una tecnologia informatica semplice ma rivoluzionaria, nata per creare la valuta digitale Bitcoin. Blockchain è un tipo particolare di database pubblico distribuito, con delle regole di aggiornamento di una lista cronologica crescente di record. L’obbiettivo è garantire la sicurezza e la trasparenza delle transazioni.

In informatica una lista cronologica crescente di record si chiama ledger. Per questo si può parlare di distributed ledger sia per le blockchain che per altre soluzioni simili.

In una blockchain ogni nodo della rete può copiare e duplicare pubblicamente i dati, in questo modo si garantisce l’integrità dei dati e la protezione da eventi catastrofici.

Le blockchain sono governate da un insieme di regole di consenso.

Queste regole definiscono quali cambiamenti possono essere fatti nelle blockchain, chi li può fare, quando si possono fare, ecc. Ci sono due tipi principali di regole di consenso, Proof of Work (PoW) e Proof of Stake (PoS).

  • Le regole di tipo Proof of Work sono utilizzate per i bitcoin e richiedono una notevole potenza di calcolo. Per scardinare il sistema serve una potenza di calcolo maggiore.
  • Le regole di tipo Proof of Stake sono una evoluzione delle regole PoW. Le PoS sono utilizzate da altre valute virtuali e altri progetti basati sulle blockchain. Usando le PoS si risparmia potenza di computazionale e le operazioni possono essere più veloci e frequenti. Però la sicurezza del sistema si può garantire solo se la maggioranza dei partecipanti ha sempre l’interesse di preservare la sicurezza del database. In questo caso la potenza di calcolo non serve a molto e possono entrare in gioco complotti e manipolazioni psicologiche.

Una soluzione basata su blockchain in generale ha dei limiti:

  • Ha bisogno, come minimo, di un grande numero di nodi, in modo da produrre una grande potenza di calcolo complessiva, o una maggioranza forte di partecipanti interessati a rispettare le regole e proteggere i dati.
  • Le transazioni vecchie non possono essere cancellate, Quindi le dimensioni della blockchain aumentano sempre, richiedendo sempre maggiori risorse hardware e software.
  • La riservatezza delle transazioni va costruita. Per garantire che le transazioni rimangano riservate ognuno implementa la sua soluzione.

Blockchain attira ormai più investimenti di bitcoin

A partire dal 2015, gli investimenti sulle tecnologie blockchain hanno superato quelli fatti sul bitcoin. Questo conferma che è per ora la tecnologia più promettente e rivoluzionaria prodotta dal progetto bitcoin.

2 – I possibili utilizzi presenti e futuri delle blockchain.

Gli utilizzi e i possibili utilizzi delle blockchain stanno aumentando in modo impressionante. Non solo perché questa tecnologia può garantire sicurezza e trasparenza per qualsiasi tipo di transazione, ma soprattutto perché permette di eliminare costi e grossi intermediari.

Quello che per me è un risparmio per un altro è un guadagno perso. Per questo motivo, stati, banche, carte di credito, notai, istituzioni, enti pubblici, ecc. forse non preferirebbero che si diffondesse questa tecnologia rivoluzionaria.

L’utilizzo iniziale e il più noto sono le cyber valute, che entrano in competizione con le valute tradizionali e i circuiti di pagamento tradizionali. Però, probabilmente, gli utilizzi più sorprendenti e rivoluzionari delle blockchain sono altri. Vediamo i possibili diversi utilizzi, partiamo con quelli già noti.

a) Con le blockchain, per vendere qualsiasi cosa, non serviranno più tanti intermediari.

La cosa più ovvia è utilizzare le blockchain per le transazioni commerciali di qualunque tipo. Anche se già molte startup lavorano a progetti di questo tipo, il futuro è da inventare.

  • Ad esempio, per vendere una motocicletta basterà solo ricevere il pagamento e autorizzare la transazione con le blockchain. Non servirà più né il comune, né il notaio e nemmeno il PRA, Pubblico Registro Automobilistico. Tutto il database potrà essere distribuito, eliminando tutti gli intermediari divenuti inutili.

Ma le blockchain, con opportuni programmi, possono servire anche per pagare in modo automatico, differito e distribuito, qualsiasi cosa: pagamento dei dividendi di un titolo finanziario, l’acquisto di un immobile, la stipula e l’esecuzione di un’assicurazione. Addirittura c’è chi ipotizza che qualsiasi contratto legale potrà essere implementato e eseguito con dei software.

  • Acquistando una casa direttamente da un unico registro su blockchain, potrebbe essere verificato in automatico che non esistono ipoteche o altri impedimenti. Un registro pubblico degli immobili su blockchain eliminerebbe la necessità di agenzie immobiliari, notai, banche e catasto centralizzato.

Abbassando i costi di gestione e con un registro pubblico condiviso affidabile, si possono inventare nuovi usi delle blockchain.

  • Ad esempio, si potrebbe creare un registro pubblico di tutti i diamanti più grossi su una blockchain. I diamanti che pesano da circa 0,2 carati in su, perdono molto valore se venissero tagliati. Ogni diamante potrebbe avere una incisione laser microscopica con la codifica dei dati caratteristici della pietra. Questo permetterebbe teoricamente di vendere e comprare diamanti in rete direttamente senza intermediari. Se venisse rubato il diamante sarebbe invendibile. Al ladro non resterebbe che chiedere un riscatto o tagliarlo, perdendo molto del suo valore. Ho trovato almeno una startup che già lavora a qualcosa di molto simile.

b) Migliorare la democrazia con le votazioni online basate sulle blockchain.

Sfruttando la possibilità di garantire l’anonimato delle transazioni con un database di blockchain, si possono creare sistemi di votazione innovativi. Ci sono già molti progetti di questo tipo ma vediamo dove ci potrebbe portare questa innovazione.

Il database delle votazioni, può diventare quasi impossibile da corrompere o distruggere perché pubblico, ridondante e distribuito. Riducendo il costo di una votazione di milioni di persone e aumentando l’affidabilità dei risultati, non si migliorano solo le votazioni ma si potrebbe cambiare la qualità della democrazia.

I sistemi di votazione elettronici sono normalmente gestiti da un unico operatore, che verrebbe controllato dal governo in carica al momento della votazione. Così i costi sono alti, le votazioni sono complicate e soprattutto la garanzia che il voto non venga manipolato non è sufficiente. Con le blockchain nemmeno il governo in carica avrebbe il potere e la forza per manipolare il voto.

I cittadini potrebbero partecipare alle votazioni più facilmente e più frequentemente, creando nuove forme di democrazia.

Sarebbe già una rivoluzione avere un sistema di votazione nazionale economico, facile da utilizzare e a prova di governo truffaldino. Ci si può spingere anche oltre: la democrazia diretta si sta realizzando tramite la democrazia digitale, le opportunità e rischi sono molti.

c) Nuova governance aziendale delle società quotate con le votazioni online.

Con i sistemi di votazione economici e sicuri, resi possibili dalle blockchain, tutti gli azionisti potrebbero votare in base al numero di azioni possedute.

In questo nuovo tipo di società, il consiglio di amministrazione verrebbe votato da tutti gli azionisti in base al peso della loro quota azionaria. Gli azionisti potrebbero essere interpellati in caso di decisioni controverse.

Questo permetterebbe un vero capitalismo democratico.  I piccoli azionisti, potendo esprimere la loro volontà facilmente, potranno finalmente far pesare il loro investimento. Le minoranze fatte di pochi ricconi, non potranno più derubare le maggioranze di piccoli azionisti.

In futuro per finanziare un azienda sarà necessario solo fare un programma di governance da sottoporre agli investitori. Poi con un processo simile al crowdfunding arriveranno gli investitori. Tutto sarà eseguito dai computer, votazione, dividendi, governance, bilanci, ecc.

In questo modo gli investitori parteciperanno attivamente alla gestione trasparente e dell’azienda. Costi ridotti al minimo, intermediari eliminati, trasparenza e rappresentanza garantite.

Temo che l’Italia, in cui quasi tutto è finanziato dalle banche, sarà tra gli ultimi a piegarsi al cambiamento. Lo pagheremo come sempre in termini di crescita e posti di lavoro.

d) La dolce dittatura dei robot.

Tutto potrebbe iniziare usando le blockchain per rendere ogni macchina libera di fare transazioni con chiunque senza controllo umano all’interno di una enorme blockchain. Questo è il sogno dell’Internet of Thing, un sogno che potrebbe diventare quasi un incubo.

Grazie alle blockchain, la nostra automobile elettrica potrebbero decidere quale fornitore di energia utilizzare in base alla migliore offerta del momento, andando da sola a ricaricarsi e pagando direttamente il fornitore.

Il primo passo è il nostro frigorifero, che quando manca qualcosa, potrebbe ordinarla. Ovviamente tutto senza banche o carte di credito. In futuro la bilancia nascosta davanti al frigorifero potrebbe pesarci e con l’aiuto della telecamera sottrarre il peso dei vestiti.

Il nostro WC potrebbe analizzare le nostre feci e fare la spia al medico robot più economico e referenziato disponibile sulla rete. Il frigorifero ordinerà solo quello che, secondo il nostro medico robot, è salutare per noi.

Piano piano le macchine avranno totale autonomia decisionale, sulle nostre spese, la nostra salute, la nostra sicurezza. L’intelligenza artificiale, unita al decentramento delle transazioni fatte sulle blockchain, potrebbero portare le macchine a governare tutta la nostra vita.

Le automobili faranno da sole una battaglia legale dopo ogni incidente. Da sole coinvolgeranno i robot assicuratori che pagheranno l’automobile che vincerà la breve battaglia legale. Un giorno i robot saranno anche giudici, e decideranno chi deve andare in prigione e per quanto tempo. Fino al giorno in cui tutto il potere potrebbe essere delle macchine e non sarà forse più possibile tornare indietro.

Inutile sperare di bloccare il progresso.

Ci saranno molti fallimenti e ritardi, ma non credo si fermerà questa rivoluzione. Sperare di bloccare l’innovazione mettendo regole protezionistiche, per tutelare banche, assicurazioni, notai, istituzioni, corporazioni, è alla lunga inutile e persino dannoso.

Le prime Nazioni che si apriranno a queste tecnologie, attireranno investimenti e aziende e diventeranno i leader tecnologici del futuro. Li si creeranno milioni di nuovi posti di lavoro.

Le prime aperture legislative arriveranno quasi sicuramente dagli Stati Uniti e gli altri seguiranno. Gli ultimi che si piegheranno al cambiamento pagheranno come sempre un durissimo prezzo. La competizione globale alla lunga spazzerà via in ogni caso chi è diventato solo un costo, ormai inutile.

3 – Chi sta investendo e implementando la tecnologia Blockchain.

La lista delle aziende che stanno investendo e sperimentando la tecnologia blockchain è molto lunga e diversificata. Inizialmente l’interesse era limitato alle aziende finanziarie e alle istituzioni monetarie, si tendeva a valutare solo l’aspetto valutario introdotto dal bitcoin.

Tutte le grandi banche e le istituzioni finanziarie stanno studiando questa tecnologia. Se sapranno sfruttarla per trasformarsi, i più bravi, potrebbero essere i nuovi leader del futuro.

Il progetto Hyperledger.

Il progetto open source Hyperledger vuole creare uno standard per i registri aperti distribuiti, utilizzabile nelle transazioni commerciali e finanziarie. Linux Foundation ha iniziato il progetto blockchain Hyperledger nel dicembre 2015, si sono poi aggiunte molte altre aziende del settore tecnologico e finanziario.

Secondo Brian Behlendorf, direttore esecutivo di Hyperledger, le prime applicazioni commerciali usciranno entro la fine del 2017.

Digital Trade Chain.

Digital Trade Chain (DTC) è il tentativo di sette banche europee di implementare una soluzione Blockchain rivolta alle esigenze delle piccole e medie imprese europee. DTC punta a facilitare le transazioni commerciali e finanziarie inizialmente delle piccole e medie imprese. Il 17 gennaio 2017 Deutsche Bank, HSBC, KBC, Natixis, Rabobank, Société GénéraleUniCredit hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per sviluppare tecnologie blockchain standardizzate, basate sul prototipo DTC.

Digital Trade Chain è stato sviluppato inizialmente dalla banca belga KBC con il contributo tecnologico di Cegeka. L’annuncio del primo prototipo di DTC è stato fatto a luglio 2016. A ottobre 2016 il prototipo DTC ha vinto l’Efma Accenture Innovation Award.

DTC è un permissioned blockchain per produrre smart contracts. Ogni transazione è validata da tutti i partecipanti che devono trovare un consenso comune per approvarle. Dopo la validazione il ledger distribuito condiviso viene aggiornato con tutti i dati.

Unicredit si è impegnata a sviluppare una massa critica di utilizzatori di Digital Trade Chain tra le piccole e medie imprese italiane.

Enterprise Ethereum Alliance.

Il consorzio di imprese riunite nell’Enterprise Ethereum Alliance, utilizzano come base tecnologica la rete blockchain di Ethereum. Ethereum è una valuta alternativa al Bitcoin che sta avendo successo anche per l’interesse delle grandi aziende.

Tra le aziende più grandi che hanno aderito alla Enterprise Ethereum Alliance troviamo Micorsoft, Intel, Accenture, Credit Suisse, JP Morgan e molte altre multinazionali tecnologiche e finanziarie.

I giganti dell’information technology puntano sulle tecnologie blockchain.

  • Come abbiamo visto Microsoft ha aderito a Enterprise Ethereum Alliance.
  • IBM sembra molto interessata alla tecnologia blockchain. IBM è nata nel settore finanziario è ha ancora una posizione di forza nel settore. L’investimento di IBM in questa tecnologia ne aumenta le probabilità di successo.  La strategia di IBM è facilitata dall’aver portato Linux e molti altri software aperti perfino sui mainframe. IBM è uno dei membri fondatori del progetto Hyperledger.
  • Hewlett Packard ovviamente non si è tirata indietro. HP è stata tra i primi a ipotizzare, in un articolo del 2015 su HP MATTER, che la tecnologia blockchain eliminerà la necessita persino degli avvocati. Secondo HP, con gli smart contract, gli accordi commerciali e legali si eseguiranno da soli tramite i software basati su blockchain.
  • L’azienda tecnologica italiana più grande che conosco, che sta investendo in questo settore, è Reply ma anche Cegeka ha un sede in Italia.

Lo standard blockchain vincente potrebbe venire da un progetto privo di grosse aziende.

Per come è fatta la tecnologia blockchain, potrebbero essere invece i più piccoli, che unendosi, riescono ad avere maggiore impatto. Le startup piccole o le comunità di sviluppatori open source, potrebbero fare progetti che attirano liberamente milioni di aziende e persone. Forse la tecnologia Blockchain non avrà bisogno dei giganti dell’IT e della finanza per imporsi, come è già successo per il Bitcoin.

Ma non è detto che sarà solo blockchain il protagonista di questa rivoluzione tecnologia.

4 – Soluzioni alternative alle blockchain.

Per superare le limitazioni delle blockchain si possono inventare delle varianti che ovviamente avranno altri limiti.

Le sidechain.

Una soluzione troppo piccola per avere una sua blockchain affidabile, potrebbe sfruttare la più grande blockchain oggi esistente, quella del bitcoin. Nasce così l’idea di creare delle sidechain più piccole e non necessariamente pubbliche.

I ledger distribuiti privati permissionless.

Rinunciando all’utilizzo di database pubblici si possono costruire soluzioni più piccole che garantiscono maggiore riservatezza. In questo caso si può parlare solo di ledger distribuiti che garantiscono ad un certo numero di aziende, che si affidano a un “consorzio o a un ente di garanzia”, di fare transazioni tra una rete predefinita di nodi.

Diventa però necessario trovare dei garanti della correttezza delle transazioni. Se si utilizza una entità centrale per garantire la correttezza delle transazioni, i partecipanti non devono trovare un consenso, in base a delle regole condivise, per validare e permettere le transazioni.

Per questo motivo si parla di ledger distribuiti privati Permissionless, nei quali non serve un consenso condiviso tra i partecipanti per approvare le transazioni.

Queste soluzioni sono molto simili alle architetture tradizionali centralizzate. Quindi non si elimina il problema del singolo garante, così si monopolizza il controllo e non c’è trasparenza sulla validazione delle transazioni.

Ad esempio, Corda è un consorzio che fornisce l’esecuzione automatica di contratti legali o transazioni finanziarie con ledger distribuiti privati. Il consenso di una transazione è trovato solo tra i partecipanti al contratto, quindi presuppone l’esistenza di un ente regolatore.

Corda è anche un progetto open source, inizialmente guidato da una sola azienda, la R3. Avevano aderito a Corda 70 aziende del settore finanziario. Doveva essere la risposta del settore finanziario alle blockchain. Dopo varie defezioni di grosse aziende del consorzio, per far sopravvivere il progetto, si è deciso di renderlo open source.

© Riproduzione riservata.

Grazie
Enrico Filippucci
Enrico Filippucci.

2 commenti su “Blockchain: dalla democrazia digitale alla dittatura dei robot

  1. Dopo il successo di Bitcoin, la prima criptovaluta introdotta anni or sono da un matematico con il nickname di Satoshi Nakamoto (oggi conosciamo l’identità dell’inventore australiano), basata sul concetto della blockchain, sono proliferate numerose altre monete virtuali (criptovalute) in ogni parte del mondo.

    Una delle caratteristiche strutturali delle criptovalute consiste nell’emissione di un numero predeterminato di “monete”. Bitcoin aveva un limite di emissione prefissato di 2.100.000 coins.
    Partendo da un valore iniziale di pochi centesimi di dollari, in un tempo relativamente breve, il valore di Bitcoin raggiunse un picco di valore unitario di circa 1200 dollari, per poi stabilizzarsi sul mercato intorno ai 500 dollari in base al rapporto tra domanda ed offerta.

    Sulla base del successo di Bitcoin, tra le numerose altre iniziative, nel novembre 2014 è iniziata la progressiva emissione della criptovaluta attualmente più ambiziosa, Onecoin, che ha programmato un limite di emissione di addirittura 2.100.000.000 coins.

    In pochi mesi Onecoin ha raggiunto un livello di emissione di oltre 860.000.000 di coins ed il loro valore è salito da pochi centesimi fino a raggiungere l’attuale valore unitario di circa 7 euro, raggiungendo una capitalizzazione di circa 6.000.000.000 di euri, seconda solamente a Bitcoin che è a livello di circa 8.500.000.000 euro.

    Una tra le più recenti ed ambiziose criptovalute, peraltro ancora in fase di avvio, è Swisscoin. Frattanto Onecoin, che ancora non è diffusa sul mercato, sta per adottare una propria nuova blockchain ulteriormente perfezionata sia come struttura, come anche sotto il profilo della sicurezza degli scambi.

    Non vi è dubbio che con lo sviluppo progressivo e la diffusione delle blockchains, stiamo entrando (o provando ad entrare) in una nuova era non solo nel campo della finanza globale tramite le cryptocurrencies, ma anche in una nuova forma di possibile sviluppo ed evoluzione dei principi di una democrazia partecipata.

    • Ciao Mario,
      grazie per le informazioni che hai aggiunto. Come ho già spiegato nel mio articolo sull’investimento in bitcoin, che trovi qui nel sito e in un link all’inizio di questo articolo, non c’è nessuna garanzia che il valore di queste valute salga. Siamo nel campo della pura speculazione, senza nessuna possibilità di ipotizzare un fair value. Anche se il database è difficile da manipolare la quotazione è facilmente manipolabile.

      Il moltiplicarsi di queste crypto valute, teoricamente dovrebbe diminuirne il valore. Probabilmente molte sono destinate a essere solo meteore che splendono per pochi mesi o anni nel panorama finanziario. Comunque, questi nuovi “cercatori d’oro”, stanno portando tanta innovazione.

      Chi volesse rispondere a questo mio commento lo faccia nel mio articolo sul bitcoin, in questo articolo le cyber valute non sono il centro della discussione

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