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Linkedin vuole i 13enni: fine del social network professionale?

Linkedin si prepara ad accogliere gli adolescenti e nuovi utenti che vogliono divertirsi.

Ultimamente Linkedin mi sta davvero sorprendendo, nella speranza di aumentare il fatturato e gli utili, sta copiando altri social network e perdendo le caratteristiche professionali che lo distinguevano.

L’età minima per accedere a Linkedin è stata ridotta a 13 anni a fine 2013, ma il social network era rimasto molto ostico per loro.

Linkedin sta cercando di adattarsi alle esigenze degli adolescenti.

Senza alcune modifiche, l’abbassamento del limite di età, sarebbe rimasto sicuramente ininfluente. Si potrebbe dire, dimmi cosa mi permetti di fare e ti dirò chi sei.

Con i nuovi strumenti, si sta trasformando in un parco giochi per bambini e adulti.

Anche i gruppi avranno le foto, le menzioni di altri membri dei gruppi e un’App dedicata ai gruppi. Ad esempio, con le foto, gli amanti della fotografia, delle infografiche e dei fumetti, potranno fondare i loro gruppi tematici. Questo va incontro alle esigenze degli adolescenti e degli adulti, che amano comunicare con le foto e i video e menzionarsi tra di loro. Mancano i video che partono da soli, come su Facebook, ma sono certo che è solo questione di tempo.

I messaggi di Linkedin sono stati ridisegnati. I nuovi messaggi privati sono simili a una moderna chat, si possono inserire emotion, allegati e foto. Anche questa modifica va incontro alle esigenze degli adolescenti ma non solo degli adolescenti.

Le nostre home page su Linkedin sono da tempo diventate molto simili alle bacheche di Facebook. Le foto e le immagini sono ormai i contenuti di maggior successo nelle nostre home page.

Nonostante tutte le novità, gli adolescenti difficilmente passeranno il loro tempo su Linkedin, allora gioca la carta dei genitori per farli andare su Linkedin:

Linkedin cerca di attrarre gli adolescenti usando i genitori come esca.

Traduco il messaggio nella foto in Italiano:

Tuo papà ha cercato il tuo profilo, lui è così orgoglioso di te. Ciao sono io, il tuo vero papà. Per favore fai il login su Linkedin, dove padri e figli possono ricongiungersi. Ti raccomanderò come il miglior figlio…

Questo non è il messaggio del padre ma è il messaggio “strappa lacrime” di Linkedin. Il padre ha forse cercato il profilo del figlio su Linkedin. Questo succede solo in USA, per ora.

Se Linkedin non sarà più un social network professionale, non sarà per colpa degli adolescenti.

Alcuni strumenti di Linkedin possono essere un pericolo per gli adolescenti e i bambini.

Faccio fatica ad immaginare che profilo possa avere un bambino di 13 anni su Linkedin. Forse Linkedin vuole avere tutte le scuole e gli alunni al suo interno. Per come funziona adesso, credo non sia la soluzione giusta, troppi adulti e di conseguenza troppi pericoli.

Molti profili Linkedin, con le foto in alta risoluzione, sono diventati qualcosa di lontano dal mondo del lavoro tradizionale. Ci sono alcune funzionalità dei profili che hanno contribuito a espandere i possibili utilizzi non professionali.

Forse Linkedin sarà utilizzato per il porno o per gli incontri tra affini?

Con le foto nei gruppi, gli amanti di questi generi potrebbero radunarsi nei gruppi privati non elencati. Questo tipo di gruppi sono diventati inaccessibili e invisibili a chiunque non ne faccia parte.

Non servirebbe modificare il contratto di licenza, basterebbe che Linkedin tolleri, o più verosimilmente, non riesca a tener sotto controllo questi comportamenti. Sarebbe un bel problema, visto che è aperto anche agli adolescenti.

  • Già oggi, nonostante sia espressamente vietato da Linkedin, il mestiere più antico del mondo è già arrivato nel social network. Su Linkedin ci sono già molti profili quasi certamente di professioniste del sesso.
  • Trovare i profili di queste professioniste è facilissimo, basta usare il riquadro Altri profili consultati, che si trova in quasi tutti i profili personali.
  • Non ci credete? Guardate con i vostri occhi. Partendo dal profilo di una qualsiasi donna carina, si sceglie dal riquadro Altri profili consultati la foto del profilo più provocante, nel profilo successivo si sceglie di nuovo il profilo più provocante. Dopo pochi click, la lista dei profili in Altri profili consultati diventa una lista di donne poco vestite con le migliori doti in evidenza. Infine, leggendo nelle descrizioni dei loro profili, si capisce quali potrebbero essere solo modelle e quali sono, quasi certamente, professioniste del mestiere più antico.

Con i gruppi non elencati e le foto nei gruppi, dentro le quali si possono nascondere messaggi e atteggiamenti difficilmente rilevabili dai computer, un social network pieno di adulti di ogni genere, può essere pericoloso per gli adolescenti. 

Altri cambiamenti sono stati invece una drastica riduzione di funzionalità professionali.

Ho l’impressione che Linkedin riduca le funzionalità gratuite per gli utenti professionali, per poter vendere servizi a pagamento, e ne aggiunga altre, per potersi aprire al pubblico di massa. Sui gruppi potrebbe essere lo stesso discorso, ridurre le funzionalità utili ai professionisti e aggiungere quelle ludiche.

In questo articolo ho riassunto le grandi novità che stanno per arrivare nei gruppi e le possibili conseguenze.

Un altro esempio, Linkedin ha eliminato la possibilità di scrivere a chi ci chiede di essere aggiunto ai nostri contatti o di ricevere due righe di introduzione. Questo rende più difficile valutare i motivi di una richiesta di connessione, non rimane che rischiare o perdere opportunità professionali.

I differenti limiti di età per accedere a Linkedin, per paese di provenienza.

Con una modifica del contratto di licenza per gli utenti, a fine 2013 è stato portato a 13 anni il limite minimo di età, per poter creare un profilo Linkedin e utilizzare tutte le funzionalità. Di seguito il paragrafo con i dettagli:

2.1. Idoneità al servizio

Ecco alcune promesse che ci fa in questo Contratto:

Lei può concludere questo Contratto e ha almeno l’ “Età minima” richiesta.” Per utilizzare i Servizi, Lei accetta che:

(1) deve avere l’“Età minima” (definita di seguito) o maggiore; (2) avrà soltanto un account LinkedIn (e/o un solo account SlideShare o Pulse, se necessario), che dovrà essere a Suo vero nome; e (3) non è stato sospeso da LinkedIn nell’utilizzo dei Servizi.

Età minima” significa (a) 18 anni per la Repubblica Popolare Cinese, (b) 16 anni per i Paesi Bassi, (c) 14 anni per gli Stati Uniti, Canada, Germania, Spagna, Australia e Corea del Sud, e (d) 13 anni per tutti gli altri paesi.

Tuttavia, se la legge richiede che Lei debba avere un’età maggiore affinché LinkedIn Le possa legalmente fornire i Servizi (inclusi la raccolta, la conservazione e l’utilizzo delle Sue informazioni), allora l’età minima sarà quella stabilita dalla legge. I Servizi non possono essere utilizzati da persone di età inferiore ai 13 anni.

Conclusione.

Non so se in futuro potremo ancora definire Linkedin un social network professionale. A mio avviso, questa tendenza di convergere su un unico tipo di Social Network, quello di maggior successo, renderà il più forte sempre più forte.

Spero che sappiano quello che stanno facendo, l’impressione è che siano mossi dal panico di non riuscire a soddisfare gli azionisti.

Credo che per divertirci, sia noi adulti che gli adolescenti, preferiremo sempre Facebook.

Rendere la vita più difficile a chi gestisce i gruppi e a chi usa Linkedin per scopi professionali, forse porterà più fatturo ma potrebbe allontanare alcuni e avvantaggiare la concorrenza di Linkedin.

Voi cosa ne pensate?


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Grazie
Enrico Filippucci
Enrico Filippucci. in

6 commenti su “Linkedin vuole i 13enni: fine del social network professionale?”

  1. Sconvolgente quello che riferisci. Con questa politica potranno conquistare i giovani nella fascia 13 – 18 , ma perderanno molti seri professionisti nella fascia di età 21 – 71. Converrà ?

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  2. Su questa cosa della bacheca che assomiglia a quella di facebook ho scritto direttamente all’assistenza appena è iniziata. Solite risposte preconfezionate e via..

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    • Antonio, se cerchi tra gli articoli di questo sito, ne trovi uno che spiega come personalizzare la home page di Linkedin. Almeno questo aspetto possiamo gestirlo.

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  3. Faticarono molto a convincermi ad iscrivermi a Linkedin, mi lasciai convincere dalla serietà della persona che mi seguiva in un percorso di ricollocamento. All’inizio, era il 2013, mi lasciai conquistare dalla sobrietà e professionalità di Linkedin. Dopo oltre due anni faccio i conti: pochissimi contatti professionali, un paio di uomini che “ce stavano a provà” (signori, ma che tristezza… su un network professionale? ma davvero non avete altro modo di contattare donne?) e di fatto nessuna reale opportunità lavorativa.
    A favore devo però dire che mi ha fatto scoprire ambiti lavorativi insospettati ed impensati ed anche lavori di cui ignoravo l’esistenza. E anche se pochi alcuni contatti veramente meritevoli.
    Ma di fatto non sono su Facebook e non mi interessa quel genere, vista la scarsa utilità professionale è sempre più forte l’idea di cancellare l’account. Aspetto di vedere e verificare di persona se e quanto sia possibile limitare i “danni” e mantenere solo la parte professionale.
    Come scrive lei se Linkedin diventa uguale a Fb di fatto vincerà Fb: chi voleva sobrietà e professionalità cancellerà l’account, gli altri torneranno su Facebook…

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    • Grazie per il commento Cristina. Se LinkedIn si rovinasse, svilupperò qui, in questo sito, quello che mi serve professionalmente.

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      • Credo che potremo solo prendere atto del diverso obiettivo strategico di Linkedin e……..andarcene.
        Se si creerà uno spazio qualcun altro lo occuperà

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