Condividi su: fb in

In arrivo gli Instant Articles di Linkedin?

Le altalenanti strategie editoriali di Linkedin.

Pulse è stato acquisito da Linkedin nel 2013, e ora si chiama Linkedin Publishing. La piattaforma di personal publishing doveva essere il centro delle strategie editoriali di Linkedin. Tuttavia, il successo e l’utilizzo di Linkedin Publishing non è stato quello previsto.

All’inizio del 2016 Linkedin ha aderito al progetto open source AMP Accelerated Mobile Pages Project di Google. In questo modo i contenuti prodotti dentro Linkedin con lo standard AMP sarebbero stati più veloci su mobile.

Sembra che Linkedin stia cercando di costruire la sua versione di Instant Articles.

Secondo Alex Kantrowitz di BuzzFeed News, Linkedin starebbe contattando gli editori di giornali online statunitensi per sapere se aderirebbero alla sua versione di Instant Articles.

Se fosse confermato, Linkedin avrebbe deciso di copiare la strategia degli Instant Articles di Facebook, in modo da velocizzare il caricamento degli articoli e delle notizie esterne al social network. Credo che il motivo principale sia soprattutto tenere gli iscritti dentro Linkedin.

Gli Instant Articles di Facebook si potrebbero chiamare anche “Copy Articles”. Se vogliamo creare un Instant Articles di un post che già esiste nel nostro sito, bisogna fare una copia dell’articolo originale dentro il social media. Quindi, chi non vuole chiudere il blog o il giornale sul sito web, dovrebbe duplicare gli articoli.

Come per gli Instant Articles di Facebook, il problema principale per la versione equivalente di Linkedin rimangono gli editori e i blogger. Bisognerà vedere se gli editori e i blogger accetteranno di perdere il traffico nei propri siti web e nelle proprie App, in cambio di una condivisione della pubblicità.

Se arrivassero gli Instant Articles, forse sarebbero i contenuti esterni ad avere la peggio.

Se tutti corressero a duplicare i contenuti dei siti sugli Instant Articles, le conseguenze peggiori potrebbero esserci per i siti che non vorranno duplicare i loro contenuti sui social network. I social network avrebbero così ancora meno interesse a notificare l’esistenza di nuovi contenuti esterni. Alla fine i siti web potrebbero diventare quasi inutili se tutto verrà duplicato sui social.

Ad esempio, Facebook dichiara di privilegiare i contenuti di qualità, dove la qualità per Facebook è valutata principalmente con il tempo che un utente passa sul contenuto dentro Facebook, credo penalizzando i contenuti esterni.

La scusa principale per penalizzare i contenuti esterni è la relativa maggiore velocità degli Instant Articles. Se un contenuto fosse interessante, chi non sarebbe disposto ad attendere 0,4 secondi in più per leggerlo? Magari evitando di leggere l’ennesima idiozia dentro Facebook o dentro Linkedin.

Ora che Linkedin è di Microsoft, il progetto Instant Articles è stato bloccato. Tuttavia, Linkedin Publishing alcune volte viene usato come una copia dei post originali. Quello che è sicuro è che, comunque vada, il futuro dei media tradizionali è incerto e è legato alle strategie dei social network.

Pro e contro di duplicare i contenuti di un sito web dentro i social network:

Svantaggi

  1. Si sprecano risorse duplicando i contenuti.
  2. Crea problemi di gestione delle modifiche.
  3. Si toglie traffico e si riduce l’importanza dei siti web, trasferendole ai social network.
  4. Aumenta il carico di lavoro per gli autori.
  5. Si perdere rilevanza agli occhi dei motori di ricerca.

Vantaggi

  1. Velocizza il caricamento delle pagine dei siti lenti. (Non è il mio caso).
  2. All’inizio può aiutare a diffondere di più i contenuti. Poi, se avrà successo, tutti saranno alla pari.
  3. In alcuni casi, si potrà guadagnare qualche briciola dalla pubblicità che i social network vendono sui nostri contenuti.

Facendo un bilancio, io mi rifiuto di duplicare i contenuti. Tu cosa ne pensi?


© Riproduzione riservata.
Gli argomenti dei blog e i tasti di condivisione li trovi a inizio pagina.

Grazie
Enrico Filippucci
Enrico Filippucci. in

Lascia un commento