Il terremoto è prescritto, vogliamo gli eroi.

Aggiornato 13/1/2017.

Sommario:

  1. La prescrizione lascia ferite come i terremoti.
  2. Sventurata la terra che ha bisogno di eroi.
  3. Ci facciamo manipolare da chi vuole che non si risolvano i problemi o siamo noi italiani il problema?

1 – La prescrizione lascia ferite come i terremoti.

Le inchieste relative al terremoto dell’Abruzzo del 2009 potrebbero andare tutte in prescrizione il 6 ottobre 2016. Dopo 7 anni e 6 mesi dal sisma, tutti i processi per fatti legati a quell’evento andranno in prescrizione.

Le parti civili, i familiari delle vittime e i sopravvissuti ai terremoti, fanno bene a preoccuparsi dei termini di prescrizione. Tutti i processi rischiano di finire in prescrizione visto che tutti gli imputati, se sarà loro consentito, si sottrarranno quasi sicuramente al processo.

Il recente terremoto del 24 agosto 2016 in Umbria, Marche e soprattutto Lazio, ha dimostrato che probabilmente, nonostante i fondi stanziati e spesi, quasi nulla è stato fatto per prevenire i crolli. Se non cambierà qualcosa, forse anche per il terremoto nel Lazio nessuna responsabilità sarà accertata.

Come funziona la prescrizione in Italia.

La prescrizione per un processo in corso, così favorevole all’imputato, esiste solo in Italia. Tra il 2004 e il 2013, i procedimenti penali chiusi con prescrizione sono stati esattamente 1.552.435. Chi ha soldi per pagare un buon avvocato può spesso evitare la condanna allungando i tempi del processo.  Anche grazie alla prescrizione, quasi nessuno viene condannato in Italia per corruzione.

Gli imputati potrebbero non avvalersi della prescrizione. Teoricamente sarebbe anche interesse dell’imputato evitare la prescrizione. La prescrizione di un reato durante un processo lascia un ombra di dubbio sull’accusato. Nel caso in cui ci sia già stata una condanna in primo grado, rimane un forte sospetto di colpevolezza.

Alcuni imputati dicono di voler rinunciare alla prescrizione, ma la statistica dice che alle parole non seguono quasi mai i fatti.

Si può credere a chi dice di non volersi avvalere della prescrizione?

Vediamo cosa è successo in un caso famoso. Filippo Penati, l’ex presidente della Provincia di Milano, il 20 luglio 2011 viene indagato dalla Procura della Repubblica di Monza per concussione e corruzione in merito a presunte tangenti per la riqualificazione dell’ex Area Falck di Sesto San Giovanni.

Dopo aver sempre promesso all’opinione pubblica di voler rinunciare alla prescrizione, alla fine, a Febbraio 2014, non ha espresso la volontà di rinunciare alla prescrizione. Così, i reati sono stati prescritti definitivamente dalla Corte Suprema di Cassazione.

Successivamente nel dicembre 2015, Filippo Penati è stato assolto da altri reati tra cui la corruzione. Resta il fatto che per le ipotesi di reato precedenti si è sottratto al processo rimangiandosi tutte le promesse fatte.

Visti i precedenti, chi dichiara di voler rinunciare alla prescrizione, forse lo fa solo per dare una bella impressione ai giudici. In questo modo, in caso si arrivi a processo, i giudici e l’opinione pubblica avrebbero un’immagine migliore dell’imputato.

La politica e la giustizia potrebbero modificare la prescrizione se noi ci svegliassimo.

Ci sono stati molti precedenti, se ci interessasse il bene comune e la giustizia, la prescrizione si potrebbe modificare anche per i processi in corso.

  1. La Corte europea dei diritti dell’uomo aveva condannato nel 2014 la Svizzera a causa della prescrizione imposta in una vicenda legata all’amianto. Il Tribunale federale di Losanna, ha successivamente annullato la prescrizione e ha accolto la richiesta di revisione del processo.
  2. La prescrizione quando è stata modificata e abbreviata dal governo Berlusconi, ha avuto un effetto retroattivo sui processi in corso che ancora non erano passati in giudicato. Quindi, i politici non possono lavarsi le mani, dicendo che non hanno potuto fare nulla per evitare alcune prescrizioni vergognose, per gravi ipotesi di reato.
  3. Noi cittadini che ci disinteressiamo di questi temi o che li usiamo cinicamente solo per fini politici, siamo forse i più colpevoli. Il nostro disinteresse permette di continuare a fare cose contro il bene comune.

2 – Sventurata la terra che ha bisogno di eroi.

Bertolt Brecht aveva ragione, e l’Italia sembra abbia un disperato bisogno di eroi.

Senza fare analisi sofisticate è sotto gli occhi di tutti che in Italia i probabili sprechi e le ruberie non interessano più di tanto gli italiani. Ci interessa poco che la corruzione e le ruberie causano la morte quando arriva un terremoto.

In prima pagina sul sito del Corriere della Sera del 1° settembre 2016 c’erano alcune notizie relative al terremoto.

Sito Corriere della Sera 1° settembre 2016 terremoto Lazio

Ho misurato approssimativamente che impatto hanno avuto sui social media queste tre notizie nella home page del Corriere della Sera. Ho seguito le reazioni su Facebook di queste tre notizie dalle ore 12 fino alle 17.

a) Il pompiere eroe di New York. «Qui ad Amatrice, fiero di voi»

Terremoto 24 agosto 2016 - Il pompiere eroe di New York

Questa notizia alle ore 17:00 aveva superato le 12.000 condivisioni e reazioni su Facebook.

b) Terremoto: cani, gatti, uccellini. Ecco chi li riporta dai loro padroni.

Terremoto 24 Agosto 2016 - Cani gatti uccellini. Ecco chi li riporta dai loro padroni

Anche cani e gatti hanno perso contro il pompiere eroe. Questa notizia ha avuto oltre 1600 condivisioni e reazioni su Facebook alle ore 17. La mattina era a 1000.

c) La mappa degli interventi mancati. Così i finanziamenti sono spariti.

Terremoto 24 agosto 2016 - Gli interventi mancati

La notizia principale, gli interventi mancati e i finanziamenti spariti, che forse hanno causato molti morti, alle ore 17 ha avuto solo 212 condivisioni e reazioni su Facebook. La mattina era a solo 150.

3 – Ci facciamo manipolare da chi vuole che non si risolvano i problemi o siamo noi italiani il problema?

Evidentemente i finanziamenti spariti e gli interventi mancati non suscitano più nemmeno rabbia o indignazione. Mi piacerebbe credere che sia colpa di Facebook o dei giornali pilotati dai poteri forti.

Qualcuno potrebbe pensare che in questo periodo le persone non abbiano più voglia di arrabbiarsi e indignarsi, ma non è così. La reazione italiana alle orribili vignette del giornale francese Charlie Hebdo dimostra il contrario. Per una orribile vignetta sui nostri morti, in cui si allude alla nostra corruzione, siamo tutti infuriati e i giornali italiani soffiano sul fuoco.

Facciamo a gara a chi si indigna di più. I politici si possono impegnare, finalmente uniti, per una “importante” battaglia sociale, insultare i vignettisti di una brutta vignetta provocatoria.

Certo, i Francesi ridono e criticano poco loro stessi, spesso preferiscono criticare e irridere gli altri, ma questo non toglie che noi abbiamo le nostre responsabilità. Di sicuro fa comodo far sfogare il dolore e la rabbia degli italiani contro i vignettisti francesi.

Quanti si sono indignati quando il governo francese ospitava, con tutti gli onori, i nostri terroristi assassini? Quanti italiani hanno protestato, pochi anni fa, quando il governo francese ha permesso a Cesare Battisti di fuggire in Brasile? Facciamo i leoni con i vignettisti e le pecore con il governo francese, con le istituzioni italiane, con i potenti corrotti e con i mafiosi?

Qualcosa non torna. Ci facciamo manipolare dai giornali e da Facebook oppure siamo noi italiani il problema? A questa domanda non so rispondere. Credo però, che se avessimo avuto le reazioni che abbiamo avuto contro una odiosa vignetta, anche per problemi più seri, forse sarebbero già risolti.

Sventurata la terra che ha bisogno di eroi. Probabilmente il pompiere eroe potrà tornerà presto in Italia per il prossimo disastroso terremoto. Battisti si godrà il sole del Brasile e probabilmente spenderemo ancora inutilmente tanti soldi pubblici, Tanto, probabilmente quasi nessuno ne risponderà. Sembra proprio che a noi italiani vada bene così.

© Riproduzione riservata.

Grazie
Enrico Filippucci
Enrico Filippucci.

Un commento su “Il terremoto è prescritto, vogliamo gli eroi.

  1. Può essere che sentir parlare di finanziamenti e di complesse vicende legali/burocratiche scoraggi molti lettori – d’altra parte, occuparsi anche di queste notizie, esposte in modo più “arido” rispetto alle gesta del pompiere o del gattino, è un piccolo sforzo che va fatto, nel nostro stesso interesse.

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