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Era imprevedibile che l’Italia potesse rischiare di rimanere senza gas?

Purtroppo, il rischio di rimanere senza gas in Italia era evidente da tempo. Si può discutere se il rischio negli ultimi anni fosse alto o basso, ma sicuramente non era un rischio trascurabile e soprattutto non era un rischio imprevedibile (come vuole farci credere qualcuno).

Non ci voleva un genio della logistica per capire che i primi a rischiare di rimanere senza gas, in caso di problemi con i gasdotti o con la Russia, saremmo stati noi. Infatti, se il gas metano russo arriva in Italia attraversando tre Nazioni che dipendono più di noi dal gas Russo, in caso di riduzione del flusso di gas a noi potrebbe non arrivare nulla.

Inoltre, la Russia ha iniziato la sua campagna militare in Ucraina nel 2014 e da anni gli Stati Uniti ci dicono che era molto pericoloso continuare ad aumentare la quota di gas proveniente da Mosca. Certo, il gas Russo è tanto e ci costa meno di quello di altri possibili fornitori, tuttavia questo non giustifica la negazione sistematica di tutti i rischi.

Alla fine, siamo arrivati al punti che, dal 2019 in poi, questi rischi erano diventati così evidenti che persino io ero preoccupato.

Per qualcuno il gas metano era diventato inutile, bastava solo passare alle energie rinnovabili. Per loro gli investimenti sul gas non si dovevano più fare. Per altri, un po’ più realistici ma altrettanto incoscienti, governi tedeschi e italiani in testa, per eliminare la dipendenza dai combustibili fossili più inquinanti (carbone, lignite e petrolio) bastava continuare ad aumentare la quota di gas importato dalla Russia.

Purtroppo, quello che rischiamo ora è davvero tanto. Poiché, il prossimo inverno, se rimarremo senza gas metano, rischiamo di stare, non solo al freddo, ma anche senza lavoro. Infatti, la recessione economica indotta dal blocco energetico sarebbe inevitabile. Il motivo è semplice, senza il metano si riduce enormemente la produzione di elettricità e senza elettricità le fabbriche che non producono beni essenziali e le aziende non strategiche chiudono. Questo meccanismo deriva dalla necessità di garantire l’erogazione dell’elettricità almeno alle abitazioni civili.

Adesso come siamo messi con il gas che arriva dalla Russia?

L’Italia, nonostante sia uno dei paesi europei più lontani dalla Russia, importa il 38% del gas che consuma dalla Russia, circa 29 miliardi di mc di gas provengono ogni anno da lì.

La cosa più sorprendente è che la quota di gas Russo importato in Italia è aumentata dal 2012 al 2022 di circa il 27%. Il calcolo è molto semplice, nel 2012 la quota di gas che arrivava dalla Russia in Italia era intorno al 30%, oggi siamo al 38%.

La produzione italiana di gas è passata da 20 miliardi di metri cubi a circa 3 miliardi di metri cubi. L’Italia importa dall’estero il 95% del gas che consuma (circa 72 mld di mc).

Adesso, i nodi vengono al pettine, e non ci resta che correre a riparare tutti i danni fatti in passato per sperare di non rimanere al freddo il prossimo inverno.


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Enrico Filippucci
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