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Strategie digitali: le aziende cercano comunità online di qualità

Strategie Digitali: ora le aziende cercano le migliori comunità online.

Le aziende, che sfruttano al meglio la rivoluzione digitale, stanno sviluppando nuove strategie e hanno bisogno delle migliori comunità online. Ad esempio, le comunità libere di sviluppatori software hanno prodotto il software libero. Linux e WordPress sono gli esempi più noti di un universo in continua espansione.

Negli ultimi anni c’è stata una profonda trasformazione anche nel mondo della pubblicità e della comunicazione. I media tradizionali sono stati messi a dura prova dalla profonda trasformazione portata dai social media. Facebook, Linkedin, Google, YouTube, Instagram, Twitter, e tutti gli altri tipi di social media, compresi i blog, hanno cambiato profondamente il modo in cui fruiamo delle informazioni. I social media hanno cambiato persino come comunichiamo con gli altri.

  • Ad esempio, i banner pubblicitari delle testate giornalistiche online sono diventati sempre più invasivi e sempre meno efficaci. La soluzione non è quella di infastidire i lettori con banner a “trappola”. Il cliente che paga la pubblicità vedrà o pagherà qualche click in più, ma se i click sono frutto di un tranello il potenziale cliente scapperà immediatamente.
  • C’è stata l’esplosione di contenuti di tutti i tipi, anche grazie ai contenuti prodotti dagli utenti. Questo ha portato alla drastica riduzione del valore commerciale medio del singolo contenuto e allo sviluppo di nuove tecnologie, come quella dei Big Data.

Gli articoli dei giornali tradizionali stanno diventando sempre meno remunerativi e di conseguenza si cerca di risparmiare, spesso a scapito della qualità.

1- Produrre contenuti di qualità è una strada per il successo nel nuovo mondo digitale.

I contenuti prodotti dagli utenti stanno aumentando non solo in quantità ma anche in qualità. Di conseguenza le aziende si sono adattate. Per veicolare i messaggi aziendali, hanno iniziato a fare Content Marketing, Story Telling, Inbound Marketing. Tutte queste definizioni in inglese, con sfumature diverse, ci dicono la stessa cosa. Le aziende, per essere ascoltate, hanno bisogno di creare dei contenuti che suscitino interesse e che siano presenti dove la gente discute e si informa.

L’importanza dei contenuti per veicolare i messaggi è aumentata.

Il valore economico dei singoli contenuti è apparentemente diminuito ma senza contenuti diventa sempre più difficile arrivare ai potenziali clienti.

I contenuti di qualità sono fondamentali ma da soli non bastano. Bisogna andare dove le persone amano stare o devono si aggregano. I contenuti di qualità che si trovano dove vengono prodotti, commentati e selezionati i migliori, saranno tra quelli più letti. Non ci si può più affidare solo ai motori di ricerca o solo alle grandi testate giornalistiche.

Bisogna cominciare a domandarsi dove vengono prodotti, commentati e selezionati i migliori contenuti?

2 – La continua crescita delle comunità online sta imprimendo un nuovo cambiamento.

Ci sono dei nuovi sviluppi interessanti, gli aggregatoti di contenuti non sono più solo i giornali o i motori di ricerca. Una nuova tipologia di media digitali è nata da tempo, le comunità virtuali o Comunità Online. Io preferisco chiamarle comunità online, la parola virtuale mi dà l’idea di qualcosa di finto. Comunità online è anche più vicino alla loro definizione in inglese, Online Community.

Nelle comunità online vengono letti e commentati tanti contenuti e vengono anche prodottoti tanti contenuti. Le comunità online possono essere i nuovi poli informativi del futuro.

Ma quali sono le comunità online?

I canali di YouTube, i gruppi di Linkedin e Facebook, i Blog, i Forum, ecc. sono tutte comunità online. Stanno assumendo un ruolo sempre maggiore nel mondo della comunicazione, dell’opinione e in alcuni casi, in quello dell’innovazione. Anche la pagina Facebook di un personaggio famoso può essere una comunità online. Quello che differenzia veramente queste piazze virtuali, non è lo strumento con cui sono state costruite o chi le ha costruite, ma sono gli interessi che aggregano le persone e il mondo in cui sono gestite.

Le aziende per fare Content Marketing, Story Telling, Inbound Marketing, hanno bisogno di essere presenti anche nelle migliori comunità online. Questo lo dicono anche le aziende italiane più importanti che hanno cominciato a capirlo.

Ad esempio, leggete cosa dice Bruna Capobianchi, responsabile “New Capabilities & Recruiting” per Telecom Italia:

Per garantire la trasformazione di una grande realtà come la nostra, sicuro punto di riferimento nel mondo dell’ICT, è fondamentale integrare le competenze utili a gestire il business tradizionale con l’acquisizione delle cosiddette new capabilities, legate per esempio al cloud computing o al mondo dei big data”. Per individuarle, bisogna tener conto del linguaggio e dei sistemi utilizzati dai giovani che cercano lavoro e individuare nuovi modelli di partecipazione e di coinvolgimento degli attori dell’innovazione. “Quindi, oltre alla presenza sui maggiori social network, ci stiamo anche impegnando nell’identificazione delle principali Digital Community che promuovono la circolazione di idee e l’innovazione sociale

Questa citazione compare in un articolo di Pagina99we dell’8 novembre 2014.

Quindi, per quanto riguarda le comunità digitali, la ricerca della qualità è fondamentale. Ad esempio, se si vuole crearne una community che diventi promotrice di idee e innovazione sociale e parte attiva nel processo dell’innovazione, non si può prescindere dalla qualità. Esattamente quello che ho provato a fare con il Network di comunità online che ho fondato.

3 – Il ruolo sociale e innovativo delle comunità online.

Le migliori comunità digitali che aggregano e attirano persone di valore hanno dei leader all’altezza del loro compito. Queste piazze virtuali sono il luogo ideale per produrre, commentare e selezionare contenuti di qualità. Possono essere anche il luogo ideale per fare informazione e innovazione sociale.

Anche io, nelle mie comunità online, ho fissato degli standard di qualità e degli obiettivi in termini di innovazione sociale. Nel 2011 decisi di sviluppare quella che sarebbe diventata poi la più grande comunità online professionale italiana.

Avevo intuito e sperato che sarebbe arrivato il giorno in cui le comunità virtuali avrebbero mostrato tutte le loro potenzialità. Aggiungo che anche la politica dovrà iniziare o ha iniziato ad ascoltare le comunità digitali, perché stanno portando entusiasmo e innovazione. Senza contare le maggiori possibilità di denuncia di ingiustizie, prevaricazioni e malcostume.

Tuttavia, il futuro delle comunità online sembra essere fuori dai grandi social network, non è un caso se scrivo solo sul mio sito web.

Con il crescere dell’influenza delle comunità online sulla società, crescono anche le responsabilità e i rischi.

I principali social network, ovvero le macro-comunità virtuali come YouTube, Facebook, Linkedin, ecc. ospitano la maggioranza delle comunità online “libere”. I grandi social network delineano le macro-regole di sviluppo delle comunità online e possono contribuire fortemente al loro successo o alla loro fine. Anche per questo ho da tempo sviluppato questo mio sito web.

I blog indipendenti corrono molti meno rischi ma non sono esenti dai rischi. I blog producono molti dei contenuti più letti nei social network e con i motori di ricerca e i lettori abituali, attraggono molto pubblico. Garantire la libertà dei blog è molto importante.

Il ruolo di chi guida queste le comunità “libere” è importante per garantire che si sviluppino e non si trasformino in gogne mediatiche, generatrici di odio o altre tendenze negative. Chi guida una comunità è in un certo senso l’editore, definisce la linea editoriale e decide chi può partecipare.

Il libero giudizio di ognuno di noi determina il successo duraturo di queste piazze virtuali. Le comunità online dovrebbero rimanere libere dalla censura e dalla manipolazione forzata di soggetti esterni al gruppo che le dirige. Questi soggetti esterni sono soprattutto la politica e le grandi multinazionali. Di conseguenza i macro-contenitori di comunità online, Facebook, Twitter, Linkedin, Google, ecc. possono essere uno degli strumenti di controllo.


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Enrico Filippucci
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