Condividi su: fb in

Per un blogger è un errore per un altro è un valore.

I consigli sono utili per iniziare ma arriva il momento di scrivere le proprie regole.

Devo ringraziare le persone che come me condividono le loro esperienze e conoscenze sul web. Anche grazie ai loro consigli sulla scrittura, sul blogging, sulla SEO, ecc. ho migliorato i mie articoli e il sito. Ma senza il duro lavoro, la continua ricerca del miglioramento e l’innovazione, anche attraverso la rottura delle regole, non si raggiungono ottimi risultati.

Con questo non voglio dire che io li abbia raggiunti. Fare un sito web allo stato dell’arte e fare anche il blogger è più difficile di quanto pensassi. Ogni giorno si imparano nuove cose e si deve migliorare. Di errori ne ho fatti molti, ma ho capito che alcuni non sono stati errori, ma innovazioni o adattamenti necessari.

Le motivazioni, gli obiettivi e la storia di un blogger possono essere diversi da quelli di un altro blogger.

Quello che sfugge spesso a chi ha un blog professionale sul blogging o sul social media marketing, è che non tutti hanno gli stessi obiettivi e la stessa storia. Sembra ovvio, invece leggo soprattutto consigli di esperti che vogliono far riprodurre il loro modello. Quasi tutti questi esperti sono partiti dal loro blog. Molte persone che comunicano nel mondo digitale e molte aziende, hanno avuto percorsi differenti.

Il modello che viene proposto più spesso è ovviamente il modello più diffuso e di maggior successo. Il modello del blog professionale al centro di tutto.

Un blog di questo tipo ha molti iscritti alla newsletter e ha un suo pubblico fedele, che lo segue da molto tempo. Chi segue questo tipo di blog, fa molti commenti direttamente nel blog. Quasi sempre, questo modello di blog, tratta molto bene alcuni argomenti di nicchia e ha un calendario editoriale costante e frequente.

In questo modello vincente, il pubblico fedele e i motori di ricerca, sono le cosa più importanti. Devono essere soddisfatti regolarmente e frequentemente, stando molto attenti a non irritarli o non disorientarli.

Questo modello forse andava bene per il 99% dei blogger 4 anni fa, adesso va bene forse per l’80 percento dei blog personali e forse per il 70% di quelli aziendali, ma non è adatto a tutti e a tutte le aziende.

Il modo dei social media è diventato molto più complesso e potente. Ad esempio per me, per i mie obiettivi e per il mio percorso sui social media, il modo classico di fare il blogger, in parte, non va bene. Le mie riflessioni credo valgano ancora di più per i blog inseriti in un sito aziendale.

Prima di seguire tutti i consigli dei blogger più esperti, poniamoci queste domande.

Il lavoro di commerciale mi ha insegnato a fare domande e a mettermi nei panni del cliente. In questo caso il cliente è chi deve aprire un blog, sia personale che aziendale.

Queste sono alcune domande che potrei fare prima di dare consigli approfonditi a chi vuole aprire un blog. Le domande sono valide sia nel caso si voglia aprire un blog aziendale, sia nel caso si voglia aprire un blog personale.

  • Hai già una forte presenza sui social media?
  • Il blog che vuoi fare sarà solo un blog o sarà una componente di un sito web che farà altre cose più importanti per te?
  • Quali sono gli obiettivi che vuoi raggiungere tramite il blog?
  • Quanto pesano gli obiettivi del blog rispetto alla tua presenza sui social media e sul web?
  • Oltre agli obiettivi, hai una passione che ti spinge ad aprire un sito web?

Ci sarebbero anche altre domande da fare per andare nel dettaglio ma dipendono dalle risposte alle domande precedenti.

Cominciamo a rompere alcune regole auree del blogging.

1- Il calendario editoriale regolare.

Quando avete già una forte presenza sul web o sui social media o quando il blog non vi serve per vivere, il calendario editoriale costante e frequente non è necessario.

Se puntate a scrivere soprattutto cose che sorprendano e siano fuori dal comune, il calendario editoriale costante e frequente è quasi impossibile.

Oppure chi ha un’azienda con una forte presenza sui social media o un sito molto seguito, non è necessario che rispetti un calendario editoriale. Ad esempio, potrebbe decidere di usare il blog per comunicare meglio alcune cose più importanti, quando è necessario.

2 – La ricerca di iscritti al blog e alla newsletter.

Se preferite sviluppare i vostri follower sui social media, non è necessario avere anche gli iscritti al blog. Quando già avete avuto successo sui social media o quando Google vi ha classificato tra i migliori, non è necessario cercare di avere anche tanti iscritti al blog e utilizzare la newsletter.

Sono comunque molto utili, se non vi costasse molto gestire anche questo aspetto del blog è meglio sfruttare questa ulteriore possibilità.

3 – Un tema o alcuni temi su cui costruire il blog e un pubblico fedele.

Chi cerca di scrivere soprattutto cose che sorprendano e siano fuori dal comune, trova quasi impossibile rimanere su un argomento principale del blog e garantirsi la fedeltà del pubblico.

Chi cerca di scrivere articoli su argomenti che possano ispirare o vengono ignorati o trattati male sui media tradizionali e nei blog, trova molte difficile rimanere su un tema solo. Con il pubblico da non deludere e solo alcuni argomenti di nicchia, non si può essere liberi di rompere le regole e sottolineare le incongruenze.

I motori di ricerca e le tecniche del web devono essere al servizio della creatività e dei lettori, non viceversa.

Google si basa molto sulla reputazione del blog su specifici argomenti. Questo è uno dei motivi più forti per cui quasi tutti cercano di trovare uno o due argomenti specifici per il blog.

Secondo me, fare un blog pensando troppo a Google è sbagliato. Google è volubile e cerca sempre di migliorare, perché la gente si informerà sempre di più sul web. Google sarà sempre più capace di valutare la qualità di ogni singolo articolo, indipendentemente dal tipo di sito web. La cosa migliore è avere una strategia che metta la qualità e l’originalità al primo posto.

Mai limitare la creatività per paura di Google. Potrebbe bastare trovare delle soluzioni tecniche per suddividere i vari temi trattati, questo aiuterebbe sia i lettori sia i motori di ricerca.

Se successivamente, un nuovo argomento è diventato molto importante o ha avuto molto successo, si può creare un sito web dedicato a quell’argomento.

Non seguire alcuni consigli dei blogger di successo, non significa rinunciare ad avere successo.

Seguire tutti i consigli che seguono quasi tutti, può rendere difficile avere successo. Se vuoi fare l’ennesimo blog su un certo tema, seguendo tutte le regole scritte da quelli che ti hanno preceduto, è più difficile distinguersi e dare un valore aggiunto, rispetto a quello che già fanno gli altri. Quando i consigli degli altri sono in contrasto con gli obiettivi o con le passioni, rischiano di essere un ostacolo.

Alcuni articoli che ho scritto sono stati molto apprezzati dal pubblico e dai motori di ricerca, anche se non ho seguito alcune regole degli esperti di blogging.

Rispetto a un blog monotematico, un sito web con vari argomenti richiede più tempo per essere compreso da chi lo visita. Un blog con più temi è più difficile da fare. Il vantaggio è che posso scrivere di quello che mi appassiona, fornendo a chi legge articoli molto originali.

Gli argomenti che tratto sono tutti argomenti su cui ho già una buona competenza. Scrivere di molte cose diverse durante l’anno, mi permette di approfondire ulteriormente le mie competenze in più settori.

Conclusione.

Con questo post non voglio dire che bisogna rinnegare sempre le regole di chi ha già avuto successo. Per altre attività imprenditoriali ben definite, ho creato siti web specializzati verticali, i blog verticali saranno sempre la maggioranza. Dipende sempre da chi sei e da quello che ti serve per raggiungere gli obbiettivi.

Le regole e le liste delle cose da fare o non fare, sono spesso utili, soprattutto all’inizio. Poi, per avere successo sui social media e sul web, bisogna scrivere le proprie regole.


© Riproduzione riservata.
Gli argomenti dei blog e i tasti di condivisione li trovi a inizio pagina.

Grazie
Enrico Filippucci
Enrico Filippucci. Twitter logo in

Lascia un commento