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Siti web e blog si estingueranno? Solo nei sogni di alcuni.

Periodicamente viene prevista la fine dei siti web e dei blog personali.

Questa volta ad annunciare la imminente morte dei blog personali è un personaggio di rilievo nel mondo digitale, Evan Williams, uno dei fondatori di Twitter e attuale CEO di Medium.

Evan Williams, durante una intervista di John Battelle, riportata da molti siti di news, ha dichiarato:

I siti web sono nella medesima situazione in cui erano i dinosauri alla fine del Cretaceo, 65 milioni di anni fa. Stanno per estinguersi. …Un sito web individuale non interessa più. Internet non sarà fatta da miliardi di persone che visitano milioni di siti web. Il futuro sarà di grandi piattaforme centralizzate.

Probabilmente Evan Williams desidera la fine dei siti web personali, visto che la sua piattaforma offre un servizio alternativo. Di sicuro questa provocazione gli servirà per fare pubblicità alla sua piattaforma e forse convincerà qualcuno a non aprire un sito web.

Purtroppo per lui, la realtà è molto diversa, i contenuti dei blog che girano sulle piattaforme centralizzate più importanti, sono quelli dei siti web indipendenti. I contenuti di Medium sono quasi invisibili, se comparati con i contenuti dei siti indipendenti.

Guardiamo ad esempio i numeri di WordPress:

WordPress è il software che è alla base del maggior numero di siti web e blog indipendenti.

  1. Circa 76 Milioni di blog usano WordPress.
  2. WordPress viene utilizzato da circa il 23% dei siti web mondiali.
  3. Ogni giorno vengono creati mediamente 50.000 nuovi siti web con WordPress.
  4. In un solo anno, nel 2014, sono stati creati 18 milioni di nuovi siti WordPress.
  5. Nel 2014 mediamente i siti WordPress hanno avuto 16,3 Miliardi di pagine visitate al mese.

Questo per parlare solo di siti fatti con WordPress, ma i siti web si fanno anche con Drupal, Joomla, ecc. o direttamente in linguaggio Php.

Tra i siti indipendenti, ci sono anche quelli dei giornali tradizionali e quelli dei grandi siti di news online.  I siti web dei media tradizionali, anche se non se la passano bene, sono ancora una delle fonti di contenuti più diffuse su internet.

Evan Williams questi numeri li può solo sognare, come può solo sognare la fine dei siti web indipendenti.

  • Medium ha 0,3 Milioni di utenti totali che hanno pubblicano contenuti dentro Medium.

Confrontando questi dati, si può immaginare che Medium abbia un disperato bisogno di persone che scrivano gratis al suo interno. Immagino che il confronto con la crescita del web indipendente, sia un incubo per il CEO di Medium.

Mi dispiace per lui, ma visti i numeri in gioco, è molto più probabile che scompaia un dinosauro come Medium, piuttosto che scompaiono i siti web indipendenti, che popolano il web. Il dinosauro Medium che prevede l’estinzione delle zanzare, da ridere!

Le grandi piattaforme centralizzate di blogging non stanno avendo successo come il web indipendente.

Ecco alcuni macro motivi per non usare le piattaforme centralizzate di blogging:

  • Sono limitate, non permettono di fare tutto quello che si desidera.
  • Non sono affidabili nel lungo periodo, possono cambiare le regole senza preavviso o persino fallire e scomparire.
  • C’è il rischio che i contenuti non graditi vengano boicottati o rimossi dalla piattaforma.
  • Nei social network e nelle piattaforme di blogging, I link dei post a contenuti esterni, sono quasi sempre link NoFollow o Redirect senza il codice 301. Forse, e non so per quanto, fa eccezione Google+.
  • C’è il rischio che i contenuti dei vostri concorrenti siano avvantaggiati in modo arbitrario.
  • Le piattaforme di centralizzate di blogging sono di proprietà di un altro, che cercherà giustamente di fare profitto ma forse anche a vostro danno. Ad esempio, potrebbe impedire, sia legalmente che praticamente, che voi possiate trarre profitto dal vostro lavoro.
  • I contenuti creati nelle grandi piattaforme di blogging, non sono ottimizzati al meglio per la diffusione sul web.
  • I contenuti provenienti da grandi social network, non sempre sono graditi dagli altri giganti del mondo digitale. Sono temibili concorrenti e non si fanno regali. Per questo motivo i contenuti potrebbero essere penalizzati fuori dalla loro piattaforma di origine.
  • I contenuti creati dentro una piattaforma centralizzata di blogging, si diffondono bene, di solito, solo dentro la loro piattaforma. Danno un’illusione di successo dentro quella piattaforma.
  • Non c’è scalabilità. Un blog dentro una piattaforma di blogging rimarra solo un blog.

Alcuni motivi per aprire un blog self hosted

  • Normalmente i contenuti di un blog privato si diffondono in tutti i social media senza problemi, e, di solito, vengono indicizzati meglio da Google.
  • Maggiore possibilità di personalizzazione.
  • Quasi tutto il lavoro che fai rimane a te. Un blog self hosted può portare valore al sito web aziendale o essere la base per lo sviluppo di un portale o di un App.

Ti sembra poco? Non è poco, soprattutto per le aziende. Tra l’altro, tutti i grandi social e le piattaforme di blogging, sono di proprietà estera, questo potrebbe essere un motivo in più per utilizzare un proprio sito web.

Ad esempio, questi sono alcuni dei problemi di Pulse, la piattaforma centralizzata di blogging di Linkedin. Pensi che Facebook sappia fare di meglio come sostituto di un blog? Questa è la situazione di Notes di Facebook.

Forse Medium è la piattaforma centralizzata di blogging che sta avendo maggior successo. Ma il successo di Medium è insignificante rispetto a Social media come Facebook, Google, Linkedin, ecc.

Perché Medium ha un relativo successo e perché tutti vogliono avere le piattaforme di blogging?

La maggior parte dei contenuti che vengono creati sui social media dagli utenti, sono gratuiti. I social media riescono a sfruttare questi contenuti per guadagnare molto bene. Questo spiega perché ci vogliono convincere a scrivere “long post” gratis sulle loro piattaforme.

Non gli basta avere i nostri contenuti gratis, vogliono che i loro utenti rimangano sempre nei loro siti o App, invece di andare sui nostri siti. Tutto questo per vendere più pubblicità e sfruttare di più i propri utenti. Peccato che i contenuti siano i nostri, e avremmo tutto il diritto di beneficiare del nostro lavoro.

Ad esempio, un test pratico per comparare la “forza” di un blog sulla piattaforma Pulse con un blog indipendente.

Compariamo il mio blog su Pulse di Linkedin con questo blog indipendente. Linkedin mi dice che un mio articolo su Pulse ha avuto oltre mille visualizzazioni. Un buon risultato? No, non è un buon risultato.

I mie articoli su questo sito, alla lunga, hanno sempre molte più visualizzazioni del mio migliore post su Pulse. Inoltre gli articoli sul questo sito continuano a essere visualizzati e condivisi anche molti mesi dopo la loro pubblicazione.

Invece, gli articoli che ho creato su Pulse, hanno avuto tutti una vita breve, già dopo un mese non hanno quasi più nuove visualizzazioni. Un caso? No, non credo sia un caso, ho verificato che vale lo stesso discorso per altri blog in italiano su Pulse, i post hanno un ciclo di vita breve. Per non parlare del ciclo di vita dei post fatti su Note di Facebook, che è ancora più breve.

Molti come me, provano e analizzano pro e contro, e alla fine agiscono di conseguenza. Ad esempio, questa è stata la mia decisione su Pulse.

Immagino che i risultati di questo test possano valere, non solo per Pulse e Note, ma anche per Medium e per tutte le grandi piattaforme di blogging. Fatemi sapere se la vostra esperienza coincide con la mia o è diversa.

Conclusioni

Prima di rinunciare ad aprire un sito web bisogna pensarci molto bene, non sempre risparmiare tempo e denaro è la scelta migliore. Quando non si paga per un sito o per un blog si deve rinunciare a molte cose, forse troppe.


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Enrico Filippucci
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