I leader politici italiani che comunicano meglio

Aggiornato 10/11/2016.
Comunicazione politica


Il rapporto tra politici e consulenti.

La comunicazione dei leader politici è il frutto di un lavoro di squadra. In un mio precedente post, che è stato molto apprezzato, ho raccontato per chi lavorano e cosa fanno i migliori spin doctor e consulenti di comunicazione politica. Dopo avere studiato e ascoltato le persone che aiutano i politici a comunicare e a fare le strategie politiche, vorrei analizzare le capacità comunicative dei singoli leader politici.

I consulenti politici possono fare quasi tutto ma non possono sostituirsi ai politici quando parlano. Sui media digitali i professionisti della comunicazione potrebbero sostituirsi al politico per cui lavorano. Mentre usare un ghostwriter per un discorso è normale, nel caso di account social personali, andrebbe specificato chi scrive, altrimenti è una forma di raggiro.

Se la differenza espressiva e tecnica tra il consulente e il politico è grande, si nota facilmente che chi si nasconde dietro un profilo social è un’altra persona. Ma anche se fossero molto simili, ci sono molti altri modi per scoprirlo e il più brutto è una gaffe. Se tu avessi scoperto che alcuni leader politici si fanno sostituire da altri per i loro commenti personali sui social, senza dirlo agli interlocutori, scrivi un commento.

Quindi, in una democrazia, è quasi impossibile trasformare un pessimo comunicatore in un leader politico capace di creare un largo consenso. Non è un caso che i leader politici più forti siano tutti buoni o eccellenti comunicatori, ma le differenze tra i leader sono comunque molte.

Questa mia analisi e la classifica finale sono soggettive ma si basano comunque su alcuni dati oggettivi, almeno per quanto riguarda la comunicazione digitale. Può essere un’occasione per approfondire l’analisi con il tuo contributo.

Silvio Berlusconi ha rivoluzionato la comunicazione politica.

Quando si pensa a un grande comunicatore politico, molti pensano a Silvio Berlusconi. Gli avversari di Renzi, in un certo senso, usano come pretesto le capacità comunicative di Matteo Renzi per accostarlo a Berlusconi. Per alcuni sembra quasi che sia una colpa essere un buon comunicatore. La realtà è secondo me diversa.

Più che un politico, Berlusconi è stato un grande imprenditore e un ottimo venditore. La sua doti migliori sono:

  • Il coraggio di intraprendere imprese che molti credevano impossibili.
  • La dote di capire le esigenze del mercato.

Molti ritengono che un ottimo commerciale debba essere necessariamente un ottimo comunicatore. Invece sono molto più importanti: la capacità di capire le esigenze e gli umori del cliente e l’intelligenza emozionale. Per inciso, rappresentati commerciali e sales manager hanno bisogno anche di altre attitudini e competenze, prima fra tutte la dimestichezza con le tecnologie digitali.

Berlusconi ha sempre avuto una capacità straordinaria innata di anticipare le esigenze dei clienti. Però, come puro comunicatore, secondo me, non è eccezionale.

Una cosa è incontrare una o più persone, fargli domande, capire cosa desiderano e dire quello che vogliono sentirsi dire. Un’altra cosa è parlare a milioni di italiani diversi, senza il vero interlocutore che parla e ti risponde.

Come è nato il mito del Berlusconi comunicatore?

Si fa spesso confusione tra l’imprenditore e il comunicatore. Oltre alla capacità innata di capire gli umori, Berlusconi ha sempre avuto l’ossessione di capire i desideri dei clienti, del mercato e degli elettori.

Berlusconi possiede in Italia uno dei più grandi, se non il più grande, gruppo della comunicazione e della pubblicità. Come imprenditore ha investito molto in sondaggi e altri strumenti che gli avrebbero permesso sia di capire che di influenzare gli umori degli italiani. È stato il primo in Italia a fare i sondaggi dell’audience televisivo per vendere la pubblicità. Ai suoi tempi, in Italia, è stato un marziano.

Berlusconi capiva quello che desideravano i suoi elettori e lo comunicava grazie alle sue aziende, ai suoi consulenti di comunicazione e alla sua forza economica. Non comunicava benissimo, ma comunicava tantissimo, con schemi comunicativi ottimi, esattamente quello che i suoi elettori volevano ascoltare.

Non solo Berlusconi portò i sondaggi privati nella politica italiana ma portò e formò anche gli spin doctor. Ad esempio, il famoso contratto con gli Italiani firmato in televisione da Berlusconi, fu un’idea del suo spin doctor di allora. Secondo me Berlusconi lo presentò in modo sufficiente. Disse quello che volevano i suoi elettori e superò lo scetticismo promettendo che si sarebbe ritirato dalla politica se non avesse mantenuto tutte le promesse.

Credo che Berlusconi abbia temuto la comunicazione digitale come avversario delle sue televisioni. Mi sembra che la sua comunicazione digitale si limiti a Facebook e al sito del suo partito. La comunicazione è sicuramente fatta molto bene ma sembra di tipo istituzionale.

Un leader politico deve sapere comunicare direttamente con la gente su internet e nei social. Ho l’impressione che Berlusconi abbia affidato la comunicazione digitale ai suoi collaboratori e ai compagni di partito. I suoi avversari sono molto migliorati rispetto a quando iniziò Berlusconi.

Per questi motivi, secondo me, Berlusconi non è stato un grande comunicatore. È stato, anche in politica, soprattutto un eccellente imprenditore innovativo, con le doti di un venditore capace e scaltro.

Matteo Renzi è il campione della comunicazione digitale.

Renzi è un politico molto astuto e un buon comunicatore. Renzi e Berlusconi hanno in comune la capacità di capire e accontentare gli elettori e il coraggio di osare.

Secondo me, Matteo Renzi è più bravo come comunicatore rispetto al miglior Berlusconi.

Se ci limitiamo alla sola comunicazione digitale, credo che Renzi sia il leader politico italiano più bravo. Si è imposto fino a vincere le primarie, prendendosi astutamente uno spazio nella comunicazione. Anche lui si fa aiutare molto ma, come minimo, dà l’impressione di comunicare personalmente sui social.

Credo sia portato per la comunicazione digitale e in particolare sui social, sembra capace di capirne le potenzialità e i meccanismi e credo abbia delle doti innate che in pochi hanno.

  • Ad esempio, dal suo account Twitter sono usciti oltre 5300 tweet dal 2009, non eccessivi ma credo efficaci. Da notare che Matteo Renzi era già su Twitter da gennaio 2009, nessuno dei leader politici italiani ci è arrivato prima.
  • Il sito web personale di Renzi è esemplare, molto curato e accattivante. Il sito, oltre alle news della dettagliata rassegna stampa, ha una moderna newsletter che è anche il suo blog. Intelligentemente ha preferito creare una categoria separata nel sito per le sue infografiche.

Strategicamente Renzi è bravissimo nel sapere attirare l’attenzione, nel crearsi dei nemici per compattare le truppe e nel capire gli umori. Come Berlusconi sa scegliere i migliori consulenti e ne utilizza molti. Ad esempio, si avvale costantemente di Filippo Sensi e altri talenti italiani, ma per il referendum si è affidato principalmente a un guru americano della comunicazione politica.

Come puro comunicatore verbale potrebbe migliorare. Mi sembra che nella comunicazione verbale Renzi tenda a volte a strafare, sia in quantità che in intensità. Renzi è già bravo e sta migliorando. Gli darei un 9 per la comunicazione digitale e un 8 per quella verbale.

Beppe Grillo il campione della comunicazione.

Grillo è un attore comico, la comunicazione è il suo pane. Beppe Grillo è capace di intrattenere per ore migliaia di persone da solo, senza annoiarle. Gianroberto Casaleggio gli aveva dato il megafono digitale e la strategia politica, la loro unione ha prodotto un risultato straordinario.

Lo svantaggio di Grillo è che ha meno capacità politiche e di interpretazione degli umori. Ad esempio, certe volte ha comunicato benissimo concetti che hanno terrorizzato gli elettori.

Come puro comunicatore verbale gli darei un 10, come comunicare digitale è molto bravo ma ho qualche perplessità.

  • Il blog di Beppe Grillo è stato un enorme successo in tutti i sensi ma lì c’è il contributo di tutti e la direzione di Casaleggio. Ho l’impressione che Grillo se lasciato libero nel digitale tenda a strabordare.
  • Ad esempio, Grillo è arrivato su Twitter con Renzi a Gennaio 2009 ma ha fatto 68.700 tweet. Non so quanti dei suoi 2,2 milioni di follower segua veramente questo fiume di tweet. Molte persone se fai troppi tweet, dopo un po’, ti silenziano. Poi eventualmente tornano di tanto in tanto.

Forse avrebbe bisogno di riconoscere i suoi limiti e forse di farsi aiutare un po’ di più da qualcuno di sua fiducia. Potrebbe essere Davide Casaleggio a ricoprire questo ruolo.

Matteo Salvini il delfino che non sfonda.

Salvini è un politico puro, credo sia un bravo comunicatore, equilibrato sia sul verbale che sul digitale. Come comunicatore dal vivo, credo sia meno bravo di Umberto Bossi negli anni di gloria. Matteo Salvini si impegna molto anche sul digitale con idee molto originali.

Per ora mi sembra gli sia mancato qualcosa. Al contrario di Bossi, Salvini cerca un piú largo consenso. Purtroppo non ha creato molto consenso.

Salvini é famoso per le maratone televisive in ogni trasmissione disponibile. Ha riempito il web con le sue provocazioni e i suoi “selfie”. Essere sempre ovunque riduce forse la qualità della sua comunicazione e le provocazioni non hanno portato molti frutti.

  • La sua strategia digitale è massiccia ma forse strabordante. Ad esempio, dal suo account Twitter da marzo 2011 ha fatto oltre 18.400 tweet. È arrivato tardi su Twitter e lo ha inondato di tweet. Un altro esempio, che senso ha fare un viaggio in USA da Trump per farsi una foto con Trump se poi Trump dice di non sapere chi sia Salvini? Così, certe volte sembra sia quasi un troll più che un buon comunicatore.
  • Anche il sito web personale di Matteo Salvini è ricco di contenuti, quasi tutti video e foto. Una maniera moderna di comunicare, io avrei messo anche post personali. In un certo senso il sito personale documenta la bulimia mediatica di Salvini. Dopo averlo visto ovunque in televisione e su internet, non mi viene la voglia di vedere un suo video sul suo sito web.
  • Più interessante il sito web il populista che forse andrà a sostituire il giornale la Padania. I vari argomenti sono ampiamente trattati da un esercito di suoi collaboratori. Gli argomenti sono originali ma forse un po’ trash: L’INCAZZATO, IL BUONISTA, IL SAMURAI, LA STRADA, L’INVASIONE, IL TEATRINO, GGGIOVANI!, BELLO È BUONO, SEX & TRASH, BAR SPOR

È ancora giovane, è audace e la volontà non gli manca, migliorerà.

Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema, l’opposizione interna a Renzi.

Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema sono due politici di razza. D’Alema sembra essere il leader dell’opposizione interna a Renzi. Ora che Letta si è temporaneamente ritirato, Bersani è forse diventato l’alfiere di D’Alema. Credo che Bersani sia più bravo di D’Alema come comunicatore e forse per questo è stato scelto da D’Alema.

  • Il punto debole di Massimo D’Alema sembra che sia la sua consapevolezza di essere intelligente e preparato, secondo alcuni tende a comunicare una certa saccenza. D’Alema è bravo nel fare strategie politiche, è bravo anche come scrittore. Ha un bel sito web personale con una rassegna stampa dettagliata e dove pubblicizza i suoi 13 libri. Sembra un paradosso ma credo che la comunicazione verbale non sia il suo forte. Sembra che non ami i social, si tiene alla larga dai social. D’Alema si dedica principalmente al ruolo che gli riesce meglio, quello di regista.
  • Pier Luigi Bersani è un ottimo comunicatore anche nel mondo digitale e sui social. Ad esempio, Bersani è sbarcato su Twitter a giugno 2009, subito dopo Renzi e molto prima di Salvini e Letta, e comunica bene. Bersani ha anche lui un sito web personale dove c’è una dettagliata rassegna stampa. Bersani non pubblicizza i suoi libri sul suo blog.  Attualmente è forse l’unica vero concorrente di Renzi nel PD.

Il rapporto tra D’Alema è Bersani mi ricorda per certi versi quello tra Grillo e Casaleggio.

Enrico Letta preparatissimo e competente, forse non un comunicatore completo.

Letta ha studiato da D’Alema e Bersani. È molto bravo, ma finora forse gli è mancato l’acume politico e la capacità di comunicare empaticamente. Il mondo digitale ha reso tutti molto più raggiungibili. Letta mi è sembrato irraggiungibile e lontano.

Ho avuto l’impressione che Letta comunichi molto bene con i capi di stato. Mi è sembrato che invece non comunichi altrettanto bene con la gente comune. Nonostante comunichi abbastanza in rete e sui social, la sua comunicazione mi sembra rimanga elitaria e distante. Per ora credo che il suo vecchio maestro Pier Luigi Bersani lo superi come comunicatore persino sui media digitali.

  • Ad esempio, Enrico Letta è arrivato su Twitter solo a Novembre del 2011. Il vecchio Bersani era su Twitter dal 2009, tra i leader politici di oggi solo Verdini è arrivato dopo di Letta su Twitter. Forse a Enrico Letta non piaceva il mondo digitale o forse non ne aveva compreso l’importanza.
  • Letta ha anche un bel blog personale dal 2014. Il blog ha solo 19 post e la rassegna stampa del sito è striminzita. Di traffico nel blog non credo ne abbia molto, oppure non gradisce i commenti, gli ultimi 10 post hanno ricevuto in totale 3 commenti.

Enrico Letta potrebbe essere visto come un amministratore delegato, che comunica bene con i suoi manager ma si tiene lontano dai dipendenti. Forse Letta sarebbe stato un buon Presidente del Consiglio se fosse rimasto.

Non bisogna sottovalutarlo, oltre a essere preparato dà l’impressione di essere una persona di cui ci si può fidare. Se migliorerà credo che sarà anche in futuro un forte avversario per Renzi.

Denis Verdini un piccolo leader politico ma un ottimo comunicatore.

Come banchiere è stato un disastro, ma come politico e come comunicatore credo abbia la stoffa. Purtroppo per lui, la sua credibilità è ai minimi, tra fallimenti e processi ci vorrebbe un miracolo per fidarsi. Questo non toglie che sappia comunicare bene verbalmente. Quando Verdini viene intervistato dimostra tutta la sua abilità e ci si scorda delle sue grane.

Mi sembra che Verdini sia praticamente fuori dalla comunicazione digitale.

  • Ad esempio, i suoi 22 tweet e 5000 follower da Luglio 2012 non sono niente per un leader politico ed ex coordinatore di Forza Italia. Questo è oggi un limite per la comunicazione di un leader.

Se riuscisse a colmare il gap nella comunicazione digitale potrebbe essere un comunicatore completo.

Angelino Alfano l’ex delfino ha fatto carriera.

Forse aveva ragione Berlusconi, Alfano non è un grande comunicatore. Però sa parlare e da buon avvocato sa essere convincente e sa difendersi. Per ora ha saputo fare carriera anche senza Berlusconi.

Quando comunica verbalmente, sembra forse un po’ ingessato e distante ma è chiaro e efficace. Forse, come diceva Berlusconi, gli manca un quid? Mi sembra sia più bravo nella comunicazione digitale che in quella verbale.

  • Ad esempio, è arrivato su Twitter a maggio 2010, non comunica in modo eccessivo, ha oltre 5700 tweet ben fatti.
  • Il sito web personale Di Angelino Alfano è secondo me un po’ bruttino e ha pochi contenuti come quello di Letta.

Giochiamo a fare una classifica.

Questa è la mia classifica dei leader che comunicano meglio. Ovviamente qualcuno non sarà d’accordo e lo invito a commentare motivando il suo dissenso. Servirà per approfondire il discorso.

  1. Beppe Grillo è secondo me il leader politico che ha le capacità comunicative maggiori.
  2. Matteo Renzi è forse il vero campione della comunicazione digitale. Nella comunicazione verbale non è perfetto.
  3. Pier Luigi Bersani sembra un ottimo comunicatore, forse il più bravo della vecchia guardia del PD.
  4. Matteo Salvini si sta costruendo il suo piccolo megafono digitale, dopo alcuni passi falsi forse recupererà posizioni.
  5. Silvio Berlusconi sarà stato sopravvalutato come puro comunicatore ma è stato comunque bravo. Credo che ora debba solo decidere chi sarà il suo erede politico, magari con le primarie.
  6. Enrico Letta bravo equilibrato sia nel verbale che sul digitale ma può migliorare su entrambi i fronti.
  7. Angelino Alfano si è dimostrato un abile politico, forse come comunicatore non è tra i migliori. Secondo me è abbastanza bravo nella comunicazione digitale.
  8. Dennis Verdini un comunicatore verbale di talento. Gli manca la comunicazione digitale.
  9. Massimo D’Alema è molto abile come politico, una mente raffinata. La sua comunicazione verbale e facciale fa forse trasparire un senso di superiorità e può indebolire quello che dice. Paradossalmente è uno scrittore prolifico.

Gli aspiranti leader politici.

Mi sono limitato a fare la classifica dei leader politici principali, abbastanza saldi al comando della loro area politica. La frammentazione politica a sinistra, al centro e a destra, è forse ai livelli più alti nella storia. Forse la frammentazione aumenterà ulteriormente dopo il referendum costituzionale. Inoltre, in quasi ogni partito, la battaglia per la leadership è in corso.

C’è molto movimento, ci sono tanti politici giovani e meno giovani che scalpitano su tutti i fronti. Stefano Parisi, Giovanni Toti e Beppe Sala, almeno politicamente sono giovani. Sono buoni comunicatori ma non sono per ora leader di partito. Soprattutto non hanno dei loro canali di comunicazione forti e devono ancora dimostrare il loro acume politico.

Tra i giovani che comunicano bene e ambiscono a diventare leader della loro area politica ci sono Massimo Zedda, Giorgia Meloni e Raffaele Fitto e Giuseppe Civati.

Tra i leader 5 stelle mi piacciono, sempre per come comunicano, Virginia Raggi e Chiara Appendino, Danilo Toninelli, Luigi di Maio e Alessandro Di Battista.

Tra i renziani, Graziano Del Rio, Pier Carlo Padoan e Maurizio Martina, sono forse tra i più bravi comunicatori nella squadra di Renzi.

Se ti vengono in mente altri politici di punta di cui apprezzi la comunicazione, suggerisci pure. Ovviamente non confondiamo il tifo, le idee politiche o altro con la capacità di comunicare, cerchiamo di essere oggettivi.

© Riproduzione riservata.

Grazie
Enrico Filippucci
Enrico Filippucci.

Commenti

3 commenti a "I leader politici italiani che comunicano meglio"

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Antonio Buccarelli
Membro
Antonio Buccarelli

Sono sostanzialmente d’accordo, bisognerebbe sottolineare meglio che la comunicazione populista come quella di Salvini non è vera comunicazione, mi pare sia piuttosto chiacchera nel senso heideggeriano del termine…

Antonio Buccarelli
Membro
Antonio Buccarelli

Non intendevo lo stile ma il contenuto infatti, credo si possa essere arrabbiati ma poi la comunicazione dovrebbe essere razionale e oggettiva, non impulsiva, purtroppo la maggior parte degli utenti non hanno il tempo, la voglia e forse nemmeno la competenza per distinguere se la comunicazione e’ davvero oggettiva e non parziale…

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