Condividi su: Twitter condividi fb in

Crisi di fiducia sull’Italia: hanno sbagliato tutti!

A maggio 2018 c’è stata una piccola tempesta finanziaria in Italia. Dal punto di vista economico non era cambiato niente, ma gli investitori nazionali e internazionali si erano spaventati per i cambiamenti politici e soprattutto per una lunga serie di dichiarazioni e azioni dei nostri politici.

Come è stata abbattuta, colpo dopo colpo, la fiducia dei mercati.

Dopo delle elezioni che non hanno dato una maggioranza a nessun dei poli politici, si è creata una nuova e inedita alleanza tra Lega e Movimento 5 Stelle. Sembrava ormai sicura la creazione del governo del cambiamento, quando il disaccordo sul nome dell’economista Paolo Savona ha fatto saltare tutto.

Per iniziare, il primo involontario contributo alle turbolenze finanziarie italiane è arrivato da Mattarella. Il Presidente della Repubblica, dopo aver concesso tutto, si è impuntato sul nome di Paolo Savona. Il costo di un fallimento del ministero di Savona sarebbe stato alto per l’Italia, ma un ministro si può cambiare se non è capace. Forse si poteva evitare questo conflitto istituzionale correndo il rischio di averlo come ministro dell’economia.

Forse Paolo Savona era effettivamente una cattiva scelta e magari persino potenzialmente pericolosa. Quando Savona era presidente di Impregilo è finito a processo per aggiotaggio e manipolazione del mercato. Purtroppo, nel 2010 la prescrizione ci ha impedito, come spesso accade in Italia, di sapere la verità giudiziaria, ma i fatti accertati restano. Comunque, la democrazia si basa sull’alternanza, in passato abbiamo visto nominare ministri probabilmente peggiori.

Tuttavia, anche Salvini e Di Maio hanno avuto le loro responsabilità nello spaventare i mercati finanziari. Dopo aver imposto come candidato Premier uno sconosciuto professore e avvocato, con un curriculum “fantasioso”, si sono impuntati sul nome del ministro dell’economia. Mi sembra ridicolo che il governo del cambiamento si bloccasse per non cambiare il nome di un ministro. La loro scelta, come quella del Presidente, credo siano state scelte pienamente legittime ma lo scontro esasperato ha fatto dei danni.

Forse è stato l’ennesimo costosissimo spot di una infinita campagna elettorale o forse hanno provato a non far nascere questo governo per andare ad elezioni, solo loro sanno perché si erano impuntati minacciando di tutto.

Per produrre una crisi fatta bene è stato necessario il contributo di tutti.

Di Maio ha avuto la pessima idea di tentare, almeno a parole, la strada della messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica. Fratelli d’Italia, che aveva dato del traditore a Salvini, ha aderito alla temeraria iniziativa di Di Maio. Risultato, ulteriori inutili tensioni sui mercati finanziari.

Non si è tirato indietro neppure il “moderato” Berlusconi che ha fatto una campagna di comunicazione “terroristica” al limite della diffamazione su M5S. Ci mancava solo che dicesse che mangiano i bambini. Anche il PD e i suoi alleati hanno voluto contribuire con dichiarazioni sempre più allarmistiche, come se il cambio democratico di un governo fosse la fine dell’Italia.

Queste azioni, singolarmente, non avrebbero avuto conseguenze, purtroppo sono state fatte tante altre cose sbagliate o quanto meno pericolose.

Il piano segreto che quasi certamente non esiste.

Come se non bastasse, i mercati finanziari hanno avuto il dubbio che esisteva un piano segreto tra M5S e Lega per fare uscire l’Italia dall’Euro. Anche in questo caso, tutti hanno contribuito ad accreditare questa farneticante tesi:

  • Lega e M5S da anni sono molto ambigui sul tema dell’euro, dicono a mesi alterni di essere Pro Euro o No Euro.
  • La bozza della riunione sul contratto di governo tra Lega e M5s, pubblicata dall’Huffington Post il 14 maggio, dove si ipotizzava la cancellazione unilaterale di 250 miliardi di debito pubblico. Questo avrebbe generato un default dell’Italia e di molte banche, e quasi certamente una conseguente uscita dall’euro.
  • La reciproca impuntatura, dei partiti e del Presidente, sul sì e sul no a Paolo Savona ministro, ha contribuito a rafforzare il sospetto di un piano segreto da sventare o da mettere in atto.
  • L’opposizione “non populista” che mette in giro delle fake news, parlando esplicitamente di un fantomatico piano segreto per l’uscita dall’Euro. Secondo questa ipotesi complottista, dietro questo piano ci sarebbe la Russia.

Unendo mezze verità e cose verosimili non si crea una verità. Se fosse stato vero, qualcosa di concreto sarebbe già venuto fuori. Invece solo voci e congetture. Purtroppo, grazie ai nostri politici, anche questo dubbio pare si sia insinuato nelle menti degli investitori.

Vengono da lontano i problemi di questa legislatura e le cause di questa crisi.

Senza dimenticare che, se non si riesce a trovare una maggioranza uniforme, è anche colpa della legge elettorale fatta su misura prima delle elezioni da una maggioranza che sapeva di perdere le elezioni.

Questo perché ormai in Italia si cambia la legge elettorale in ogni legislatura e lo si fa poco prima delle elezioni, sondaggi alla mano. Questo modo di procedere è un pericolo per la democrazia, ma in Italia è diventata una consuetudine accettata supinamente dai Presidenti in carica e persino dalle opposizioni.

Intanto il debito pubblico, governo dopo governo, continua a crescere. La crescita economica in Italia è sempre anemica e potrebbe adesso interrompersi.

La tempesta perfetta sull’Italia è appena iniziata?

Il Quantitative Easing volge al termine, la BCE sta già riducendo gli acquisti di titoli di stato nell’area Euro. Sarà quindi sempre più difficile vendere i titoli di stato italiani, probabilmente i bassi tassi di interesse saranno solo un bel ricordo.

La fine del QE della BCE si avvicina

Come si vede chiaramente in questo grafico fatto da Morgan Stanley, il QE della BCE si sta riducendo. Inoltre, gli investitori esteri e le banche stanno vendendo il debito pubblico europeo. Se non ci fossero gli acquisti della BCE il saldo degli acquisti sarebbe negativo.

Anche per questo motivo non era il momento giusto per continuare a fare cinici calcoli elettorali alle spalle degli italiani. Invece, mi sembra che tutti i politici abbiano pensato solo alle loro sfide con gli avversari interni e esterni, fregandosene altamente dei danni che stavano provocando.

Non è stato facile far tornare la fiducia degli investitori sull’Italia. Dopo tutti questi errori ripetuti per lungo tempo, i mercati finanziari non si fidano più molto. Gli stessi attori politici si riproporranno alle prossime elezioni e dubito che troveranno soluzioni, anzi temo che creeranno altri problemi. Credo che molti italiani siano sempre più stufi.

L’Italia per fortuna non è solo politica.

Nonostante tutto c’è una Italia che continua a lavorare bene. Ci sono tante aziende sane e competitive dove lavorano persone eccezionali. Questa volta abbiamo superato le difficoltà pagando un prezzo non troppo alto. Tuttavia, se i politici italiani, oltre a non risolvere i problemi, alimenteranno di nuovo le paure dei mercati, ignorando la psicologia dei mercati, avremo sicuramente altre costose crisi di fiducia.


© Riproduzione riservata.
Gli argomenti dei blog e i tasti di condivisione li trovi a inizio pagina.

Grazie
Enrico Filippucci
Enrico Filippucci. Profilo X in