La FED ha già alzato i tassi reali ma attenti ai coriandoli.

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In economia contano più le convinzioni che le azioni reali.

Le politiche monetarie hanno effetto se, e quando, convincono le persone ad agire come vorrebbero le banche centrali. Un esempio del funzionamento di questa regola economica sono le famose parole di Mario Draghi, “faremo di tutto per salvare l’Euro e, credetemi, sarà sufficiente”.  Queste parole bastarono per salvare l’Euro e i nostri BPT dalla più grande crisi di fiducia della storia della moneta unica. La credibilità della BCE e del suo governatore era molto alta e questa frase convinse quasi tutti che sarebbe riuscito nel suo intento.

Ma le convinzioni possono cambiare molto rapidamente. Prendiamo l’annuncio della preparazione del Quantitative Easing (QE) della BCE a Gennaio 2015. Il comunicato della BCE annunciava che, dopo pochi mesi, sarebbe iniziato l’acquisto di titoli pubblici. Il solo annuncio della preparazione di un QE, portò i Bund tedeschi e i BTP a prezzi altissimi molto prima dell’inizio effettivo del QE. La credibilità della BCE non era mai stata tanto alta e tutti si stavano comportando come se il QE fosse già iniziato da mesi.

Il QE della BCE inizio effettivamente il 9 marzo 2015. Dopo solo un mese e pochi giorni dall’inizio dell’acquisto dei titoli, nella seconda metà di Aprile, i prezzi dei Bund e dei BTP crollarono precipitosamente in pochi giorni. Cosa era cambiato? Non era aumentato il rischio d’inflazione.

Bastarono pochi coriandoli per indebolire l’immagine invicibile di Draghi.

Il 15 Aprile Josephine Witt, una ventenne tedesca, durante la conferenza della BCE, salto sul tavolo e butto dei coriandoli in testa a Mario Draghi. La diffusione in tutto il mondo delle foto del governatore della BCE, vulnerabile e spaventato da una manciata di coriandoli, era lontana dall’invincibilità. La convinzione, che la invincibile BCE di Mario Draghi potesse portare i prezzi dei titoli di stato a tasso fisso sempre più su, si incrino. Ma la spallata finale arrivo solo 6 giorni dopo quelle foto di una BCE vulnerabile.

Se hai potere e usi bene i media, puoi fare leva sulle debolezze per ottenere quello che vuoi.

Personaggi come George Soros e Bill Gross, usano i media per manipolare le emozioni dei mercati. In questo caso basto una frase spavalda di Bill Gross a provocare il tracollo del prezzo dei bund tedeschi. Bill Gross è il cofondatore di PIMCO, un grande comunicatore con un patrimonio in gestione da spendere e con una reputazione di grande volpe della finanza. Intuì che quella debolezza mediatica della BCE si poteva sfruttare per far scendere un po’ i bund che erano sopravalutati.

Durante un’intervista del 21 Aprile 2015, Bill Gross disse una frase che rimarrà storica: “i bund tedeschi sono l’occasione di short di una vita”. Questa frase, rimbalzata in tutto il mondo, convinse tanti che i bund tedeschi erano sopravvalutati. Ci fu così una discesa violenta dei prezzi del bund durata giorni. Nonostante il QE della BCE fosse appena iniziato.

  • Per la cronaca, il fondo gestito da Bill Gross, Janus Global Unconstrained, non guadagnò grazie a questa manovra di Gross. Due settimane dopo quella storica frase, il fondo aveva perso il 2.6 % rispetto ai valori del 21 Aprile. Il motivo è semplice. Bill Gross credeva nella forza della BCE nell’influenzare il mercato, si aspettava una correzione, non una reazione così violenta del mercato con il QE in atto.

Evidentemente l’effetto del QE era già stato eccessivamente anticipato dal mercato. Bastarono delle foto di Mario Draghi spaventato e indifeso e una frase detta dal “re dei bond”, per convincere molti a vendere.

Gli effetti dell’aumento dei tassi della Fed USA arrivarono prima dell’aumento dei tassi.

Perché le banche centrali aumentano il costo del denaro per le banche?

L’aumento dei tassi di interesse che pagano le banche per finanziarsi dalle banche centrali rende il costo del denaro più caro per tutti. Fa aumentare il rendimento dei titoli di stato e il rendimento di tutti Bond in generale. Questo produce tutta una serie di effetti a catena. L’aumento dei tassi dovrebbe evitare che si creino delle bolle finanziarie e che l’inflazione cresca troppo.

Non è necessario alzare i tassi per ottenere gli effetti desiderati, spesso basta solo annunciarlo.

Da Gennaio 2015, grazie ai commenti della Federal Reserve, che indicavano per fine 2015 il probabile rialzo dei tassi americani, i rendimenti dei Treasury americani sono saliti notevolmente. Ad esempio, il rendimento del Treasury a 10 anni è passato dal rendimento minimo del 2015 dell’1,6% circa, a oltre il 2%. Questo è stato l’effetto minore. L’effetto maggiore c’è stato sulle materie prime e le valute dei paesi emergenti. Le materie prime sono crollate e le valute dei paesi emergenti si sono svalutate enormemente rispetto al dollaro americano. I produttori di shale oil americani si sono accorti di questi effetti da tempo, molti di loro forse non vedranno mai il rialzo dei tassi.

I rendimenti dei bond societari americani sono in rialzo. I rendimenti dei bond meno affidabili sono schizzati in su. Evidentemente gli effetti del rialzo dei tassi sono già stati anticipati dai mercati, molte bolle si stanno sgonfiando. L’inflazione americana è sotto controllo, grazie al crollo delle materie prime e al rafforzamento del dollaro.

Per questi motivi, il piccolo aumento dei tassi della FED è stato, secondo me, abbondantemente anticipato dei mercati.

Quando la FED alzerà i tassi potrebbe essere un non evento, a meno che qualcuno non porti i coriandoli.

Quello che conta sono le convinzioni dei mercati. Evidentemente i mercati sono convinti che la FED sia molto credibile e che il rialzo ci sarà. Dopo il rialzo vedremo se hanno anticipato troppo l’effetto di questo rialzo dei tassi. Bisognerà ascoltare cosa dirà la FED quando alzerà i tassi. Quello che conta di più sono gli annunci per il futuro e la credibilità della FED.

Le poche bolle che si stanno ancora gonfiando sono sul mercato immobiliare. Le probabili bolle del mercato immobiliare svedese e inglese non sono ancora scoppiate ma la Svezia e l’Inghilterra hanno le loro banche centrali. Le rispettive banche centrali hanno creato queste bolle e devono risolvere da sole questo problema. Non credo che la FED sia interessata ai loro problemi.

Il mercato immobiliare Cinese è stato in calo per tutto il 2014 e si è stabilizzato nel 2015. Molti di questi soldi, non potendo uscire dalla Cina, sono finiti nel mercato azionario cinese. Le azioni cinesi si sono mosse in contro tendenza rispetto al mercato immobiliare, sono salite vertiginosamente da metà 2014 fino al 12 Giugno 2015. Ormai anche la bolla del mercato azionario cinese è scoppiata.

Apparentemente non ci sarebbe più nessun motivo per alzare i tassi USA, visto che gli effetti si stanno già producendo. La FED però potrebbe alzarli lo stesso per non perdere la sua credibilità e per poter parlare in futuro di un abbassamento dei tassi. L’annuncio dell’aumento effettivo dei tassi sarebbe a questo punto un non evento, se la FED non dicesse nulla di nuovo. La Federal Reserve teme più la sua perdita di credibilità che i problemi attuali dell’economia USA.


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Enrico Filippucci
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