Linkedin ha un problema che cerca di nascondere?

Aggiornato 15/3/2017.

Qualcosa si è rotto dentro Linkedin?

A febbraio 2016 Linkedin aveva diffuso la trimestrale del 4° Trimestre 2015. Nonostante avesse battuto le attese di profitto e fatturato, il prezzo dell’azione era crollato rovinosamente.

In quel momento i problemi di Linkedin erano probabilmente diventati evidenti anche per gli azionisti.

Linkedin ha fatto molte cose straordinarie. Il prezzo dell’azione, nonostante sia crollato in poco più di tre mesi da 250 $ a meno di 120 $, ha ancora un P/E che indica un valore del titolo 28 volte gli utili attesi al 31/12/2017. Non si arriva a queste quotazioni se non si hanno prospettive di crescita straordinarie.

Ma le prospettive di Linkedin si sono probabilmente molto deteriorate.

Gli utenti attivi di Linkedin crescono troppo lentamente

Forse il problema più grosso che ha Linkedin è che ormai solo il 22,7% dei suoi utenti lo utilizza almeno una volta al mese. Il valore percentuale di utenti attivi in un mese continua a scendere trimestre dopo trimestre. Questo significa che la percentuale di utenti inattivi cresce.

Comunque, il dato più importante è il numero assoluto di utenti attivi mensili.

Nella tabella successiva ho raggruppato alcuni dati delle trimestrali di Linkedin dal 2014 al 2016:

  1. Gli utenti attivi almeno una volta al mese, espressi in milioni.
  2. Il totale degli utenti di Linkedin, in milioni.
  3. La percentuale di utenti attivi almeno una volta al mese, rispetto al totale degli utenti.
  4. La crescita dei nuovi utenti, con la percentuale di nuovi utenti rispetto al trimestre precedente.

I dati nella tabella sono ricavati dalle trimestrali di Linkedin.

 3ª 144ª 141ª 152ª 153ª 154ª 151ª 162ª 163ª 16
1) utenti totali332347364380396414433450467
2) utenti attivi al mese90939797100100106106106
3) % utenti attivi27.126.826.625.525.324.224.523.622.7
4) % nuovi utenti6.14.54.94.44.24.54.63,923,77

Cosa ci dice questa tabella:

  • Si vede chiaramente che Linkedin continua a diminuire la percentuale di utenti attivi, trimestre dopo trimestre. I dati rilasciati nel terzo trimestre 2016 danno solo il 22,7% di utenti attivi. Ormai quasi l’80% degli utenti Linkedin non va più su Linkedin nemmeno una volta la mese. Gli utenti attivi in valore assoluto sono fermi a 106 milioni da troppe trimestrali.
  • La crescita percentuale dei nuovi utenti, rispetto al trimestre precedente, continua a diminuire.

Forse uno dei motivi, di questa stagnazione degli utenti attivi, è stata la perdita di molte funzionalità utili dei gruppi. Mentre i concorrenti, Google e Facebook in testa, hanno continuato a migliorare.

Confrontiamo gli utenti attivi, almeno una volta al mese, nei vari social network:

  • Linkedin 106 milioni.
  • Twitter circa 320 milioni.
  • Google+ circa 340 milioni.
  • Instagram circa 400 milioni
  • YouTube oltre 1 miliardo.
  • Facebook 1,79 miliardi. Aggiornato con il dato rilasciato nella 3ª trimestrale del 2016.

Linkedin è sempre più indietro rispetto ai concorrenti come numero di utenti attivi in un mese. Continuando a questi ritmi impiegherebbe oltre 10 anni per arrivare a 200 milioni di utenti attivi in un mese.

I punti di forza che conserva Linkedin.

In contrasto con il precedente dato deludente, Linkedin sta mostrando agli investitori che il fatturato e gli utili sono in forte crescita. Quindi, anche con relativamente pochi utente attivi, non soffre per ora né con il fatturato né con gli utili.

Sembrerebbe molto positivo anche il numero di pagine visualizzate dai suoi utenti, con dati in forte crescita.

Il CEO Jeff Weiner, commentando i risultati nel 4 trimestre 2015, aveva dichiarato:

  • Il numero di pagine visitate è cresciuto del 26% anno su anno.
  • Le pagine visualizzate, da utenti unici, sono cresciute del 17% anno su anno.
  • Gli utenti unici sono cresciuti del 7%.

Ma allora perché a Febbraio 2016 ci fu un enorme crollo del valore dell’azione?

Forse i numeri di visite delle pagine sono diventati poco significativi.

Avevo notato strani cambiamenti nel funzionamento di Linkedin e li avevo commentati molto prima del crollo dell’azione a Febbraio:

  • Avevo notato che nei nuovi gruppi Linkedin per fare le stesse cose di prima, dovevo fare più click. Molte novità introdotte nei gruppi erano tentativi, quasi disperati e controproducenti, per aumentare la partecipazione o per farlo sembrare. Poi ci sono cose strane, che potrebbero far pensar male. Linkedin è uno dei pochissimi social dove i commenti e i post nei gruppi non si possono più editare, ma solo cancellare e reinserire.
  • Avevo criticato le notifiche dei nuovi articoli di Pulse per la loro invasività e per l’impossibilità di disattivare le notifiche. Arrivando, anche per questo motivo, alla decisione di interrompere la mia produzione di articoli su Pulse.
  • Avevo sospettato che la scarsa attenzione di Linkedin nel proteggere gli utenti e i gruppi da alcuni tipi spam, fosse fatta per cercare di aumentare le visualizzazioni di pagina.
  • Che dire poi dei tentativi discutibili per attirare i 13enni su Linkedin.

Fortunatamente, dopo il crollo del prezzo dell’azione, Linkedin sta facendo marcia in dietro su alcune delle assurde modifiche nel funzionamento dei gruppi.

  • Mi era sfuggito invece che, quando leggiamo o scorriamo fino in fondo un articolo di Pulse, Linkedin carica automaticamente il post di Pulse successivo come nuova pagina. Lo fa non appena il titolo dell’articolo successivo viene visualizzato in fondo alla pagina. Con questo sistema, può succedere che conti e memorizzi due articoli come letti, anche quando è stato visualizzato solo il primo articolo con, in fondo alla pagina, il titolo dell’articolo successivo.

Il mercato ha forse recepito questo tipo di strategie come palliative, e non ha gradito.

Dare l’impressione di cercare di offuscare il numero di utenti attivi, con i numeri delle visualizzazioni di pagina “forzati”, può portare più danni che benefici. Alcune di queste strategie rischiano di infastidire e allontanare gli iscritti.

La percentuale media degli utenti attivi al mese, non era stata nemmeno rilasciata da Linkedin trai i dati della quarta trimestrale del 2015. Questo potrebbe aver contribuito ad aumentare le ansie degli investitori.

Conclusione

Dopo qualche mese dalla pubblicazione di questo articolo, Linkedin è stata acquisita da Microsoft. Purtroppo Linkedin non è in crisi solo nella quantità di utenti attivi, anche la soddisfazione dei suoi utenti è la più bassa nel suo settore. L’insoddisfazione sta crescendo, molte delle ultime modifiche introdotte da Linkedin sono giudicate da molti utenti come un peggioramento rispetto al passato. La nuova versione dell’interfaccia web introdotta nel 2017 è stata, secondo molti, un netto peggioramento. I risultati di questo cambiamento si vedranno nei nuovi dati di soddisfazione e di utilizzo.

Se non riuscirà a continuare a coinvolgere, proteggere e motivare i suoi utenti, i problemi si moltiplicheranno e si estenderanno ovunque. Gli utenti attivi rimarranno stagnanti e gli iscritti non saranno soddisfatti, la sua utilità e attrattività scenderà inesorabilmente.

Di sicuro Linkedin ha ormai quasi distrutto i gruppi e i risultati si vedono. I numeri parlano chiaro, siamo vicini all’80% di utenti che non va più su Linkedin nemmeno una volta la mese.

Alcuni sono arrivati alla conclusione che Linkedin non serva a niente. In effetti, per alcuni tipi di iscritti, Linkedin può essere solo un’ulteriore perdita di tempo. Invece, per la maggioranza dei professionisti e degli imprenditori Linkedin può essere utile professionalmente, ma non esistono formule magiche, ci vuole almeno un impegno costante.

Molti forse ritengono che l’investimento non valga i benefici che potrebbe portare, o semplicemente ritengo che sia meglio investire il loro tempo altrove. Come dargli torto, gli utenti di Linkedin sono sotto l’assedio dei professionisti dello spam, del clickbait e del guerrilla marketing.

Nonostante questi problemi, Linkedin è ancora un’azienda di successo, vedremo se ci riuscirà a risolverli. Questa crisi spero servirà a fare un po’ di pulizia e di chiarezza al suo interno, per poi poter tornare più forte di prima.

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Grazie
Enrico Filippucci
Enrico Filippucci.

7 commenti su “Linkedin ha un problema che cerca di nascondere?

  1. Buongiorno Enrico,
    al di là dei giusti dati economici che riporti, mi sento di aggiungere solo un tassello al tuo ragionamento: il dato relativo al numero totale di utenti, a differenza di quello degli altri player (Facebook, Instagram etc.), nel caso di Linkedin va interpretato e la chiave di questa interpretazione la troviamo nell’origine stessa di Linkedin.

    Linkedin, a differenza degli altri “contenitori”, è rivolto agli utenti professionisti: dicendo ciò, automaticamente escludiamo quella fetta di pubblico che ha senso di esistere nei sociali network solo per postare foto di gattini, improbabili ricette di torte all’asparago e pera spadona, foto dei nipoti.

    Va anche detto che in una qualche misura può risultare meno forte il fenomeno del “Questo filmato di anatroccoli lo ripubblico perché di sicuro piacerà a tutti”: proprio nel suo essere rivolto a professionisti, Linkedin è in grado di diventare estremamente specialistico nella gestione delle “cerchie” di contatti e nel far circolare le notizie.
    Ora che sto cambiando lavoro, mi accorgo che il mio profilo Linkedin è “impostato” su preferenze relative al mondo dell’elettronica di consumo: dovrò fare uno “step-back” e ri-orientare il tiro verso il mondo della meccanica.

    In buona sostanza: Linkedin non potrà mai arrivare allo stesso numero di utenti degli altri social network, perché la base di utenti è estremamente diversa e motivata alla partecipazione da stimoli diversi.

    Un saluto.

    • Grazie per il commento Alessandro, da utente sono d’accordo con te.

      Il problema è che gli investitori ragionano diversamente, per giustificare le valutazioni stratosferiche che aveva raggiunto, Linkedin non poteva continuare a sprofondare nella classifica dei social network basata sul numero assoluto di utenti attivi.

      Il management ha cercato di coprire il problema prima con modifiche fastidiose del funzionamento di Linkedin, poi nascondendo i dati nell’ultima trimestrale.

      • Esatto Enrico.
        Prendiamo come esempio un altro social network che potremmo considerare quasi al pari di LinkedIn come tipologia di utenza: Twitter. Tempo fa avevo già commentato in merito, condividendo un video di Marco Montemagno che faceva il punto sui social network e sul futuro dei siti internet.

        Questa settimana è uscita la notizia che la crisi di Twitter porterà alla chiusura delle sede di Milano.

  2. Linkedin ha una piattaforma che andrebbe modernizzata e resa più agevole e accattivante. Inutile chiedere denaro per il profilo premium, che NON serve a nulla. La sua forza è, a mio avviso, nei gruppi. Trovare un gruppo attinente alle tua attività,o all’attività che più ti piace, e trovare altri tuoi simili con cui metterti in contatto, interagire, etc…..è un notevole pregio.
    Ma per esempio: in Italia, o meglio in italiano, mancano tanti gruppi. Magari perché non c’è interesse a svilupparli.

    Poi la grande delusione di tanti è che con Linkedin NON si trova o cambia lavoro…….

    • Difficile dire se Linkedin serva o non serva per trovare lavoro, dipende da come lo usi e da chi sei. Trovare lavoro in Italia è difficile in ogni caso, Linkedin non è una scorciatoia ma uno dei tanti strumenti.

  3. “Forse il problema più grosso che ha Linkedin è che ormai solo il 22,7% dei suoi utenti lo utilizza almeno una volta al mese”.

    Un dato sicuramente preoccupante, che forse si spiega con l’attenzione sempre crescente di LinkedIn per il lato business, forse a scapito degli utenti “comuni” – e non è un caso che molti di questi ultimi si stiano rivolgendo ad altre piattaforme, tra cui ad esempio la startup spagnola beBee…

  4. Linkedin è usato da molti come un luogo dove abbordare. Basta vedere che alcuni utenti hanno caricato foto poco consone, come una donna che ha messo la propria foto in cui indossa un babydoll seduta sul marmo del lavandino di casa sua.
    A che pro????
    Per abbordare, non ci sono dubbi in merito.
    Segnalai la cosa, ma quelli dello staff mi dissero che non c’era niente di strano.
    Mah.

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